Tre gol segnati e due assist in quattro partite giocate, gli occhi di tutti addosso e… un telefono che squilla. Tante, troppe volte. Normale, se ti chiami Gabriel Jesus e se il tuo impatto con la Premier League, da autentico, nuovo crack del calcio brasiliano, è stato semplicemente clamoroso: eppure, tra vecchi compagni, amici ora dall’altra parte del mondo e familiari, può spuntare anche quel contatto che torna a farsi sentire quando meno te l’aspetti.
Un classico, insomma: accoglienza da superstar, valore del cartellino altissimo, esordio da urlo e chiunque pronto a ricomparire all’improvviso, tempo dopo, nel momento più ovvio e banale. Un po’ come l’ex fidanzata del talento brasiliano, svanita nel nulla ai (recenti) tempi spesi da Gabriel Jesus al Palmeiras e riemersa, con più messaggi inviati, tra le prime chat di Whatsapp del calciatore solamente dopo il passaggio al Manchester City. Atteggiamento che Gabriel Jesus, con notevole nonchalance, ha tramutato nientemeno che in un’esultanza speciale da regalare ai suoi nuovi tifosi, già pazzi di lui dopo meno di 300 minuti giocati in stagione.
Mano destra a mo’ di cornetta all’orecchio, braccio sinistro allargato. Come a dire: “Facile adesso ricordarsi di me, no?”. A dir la verità, viste le qualità e le grandi giocate già mostrate nel Brasilerao, scordarsi di lui anche in maglia Palmeiras sarebbe stata una mezza follia. Eppure, così è andata: meglio per Gabriel, in ogni caso. Coltello dalla parte del manico, cornetta in mano e testa alta, con una sola intenzione in mente. Quella di portare il telefono all’orecchio per più e più volte, per sentire (solo) il volume dell’esultanza dei suoi nuovi tifosi. Prefisso? +33, basta leggere la maglia. Con tanto di (giustificata) frecciatina all’ex…
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