Interviste e Storie

Spese folli e risultati negativi: il Manchester United e l’ennesima stagione fallimentare

Dorgu, terzino del Manchester United (Imago)

Altra stagione fallimentare del Manchester United: per la prima volta dopo 10 anni è fuori dalle coppe.

Quasi 250 milioni spesi per ritrovarsi con in mano un pugno di mosche al termine di una delle peggiori stagioni della storia del Manchester United. I fallimenti degli ultimi anni sono il frutto di una combinazione di fattori strutturali, tecnici, gestionali e culturali che hanno portato risultati negativi sotto tutti i punti di vista. Dal ritiro di Sir Alex Ferguson nel 2013, il club ha cambiato numerosi allenatori: Moyes, Van Gaal, Mourinho, Solskjær, Rangnick, Ten Hag e per ultimo Amorim, senza una visione tecnica proiettata a lungo termine.

Errori gravi di mercato con acquisti onerosi come Pogba, Maguire, Sancho, Antony e tanti altri non hanno reso secondo le aspettative nonostante ingaggi piuttosto elevati. La famiglia Glazer, proprietaria del club, è stata fortemente contestata dai tifosi per scarsa trasparenza, scelte poco lungimiranti e mancanza di investimenti nelle strutture. Ad esempio, il meraviglioso Old Trafford è stato superato da molti altri stadi in termini di modernità. La squadra ha spesso mostrato poca personalità in campo: mancano veri leader come lo erano un tempo i vari Scholes, Keane e Rio Ferdinand. Bruno Fernandes è il faro della squadra, ma la sua leadership è stata spesso messa in discussione.

Sedicesimo posto in classifica e numeri da retrocessione. La fotografia di una squadra lontana anni luce dalla dimensione di un club con un seguito planetario di 689 milioni di tifosi, un’area commerciale con 34 posti vendita sparsi nel mondo e un popolo di 160,42 milioni di followers collegati ai social ufficiali. Tagli ovunque: dall’addio di Alex Ferguson passando per la ristrutturazione dell’area scouting. Una crisi che va oltre le questioni di campo nonostante gli introiti del merchandising di oltre 200 milioni l’anno.

Cosa salvare in questa stagione deludente? Le belle partite giocate dallo United non sono mancate, ma resta pur sempre un misero premio di consolazione. Il 4-1 di Old Trafford contro la Real Sociedad è sicuramente sul podio insieme all’impresa di Bilbao. In terra spagnola, probabilmente, abbiamo assistito alle partite più belle disputate dai ragazzi di Amorim.

Identità, academy e mercato intelligente: così lo United può tornare grande

Cosa serve al Manchester United per ritornare grande? Poche cose, ma fatte bene e con persone di un certo spessore. Una rifondazione strategica profonda, non solo sul campo ma in ogni aspetto del club. Il successo non si costruisce solamente con soluzioni rapide o con l’allenatore, bensì coerenza, pazienza, e competenza. Affidare il progetto tecnico a una figura competente, rinnovare Old Trafford e il centro di allenamento per attirare top player e migliorare la preparazione, niente colpi mediatici o giocatori strapagati, bensì fiducia a giovani, funzionali e motivati, creare un mix tra gioventù e leadership affiancando ai giovani qualcuno d’esperienza con mentalità vincente.

Il Manchester United ha una lunga tradizione anche con l’Academy da cui negli ultimi anni sono usciti calciatori come Rashford, Mainoo e Garnacho. Perché non fruttarla molto di più come un tempo? Concetti semplici per ritornare grandi e seguire le orme di altri club che hanno fatto lo stesso percorso come l’Arsenal post-Wenger, il Liverpool di Klopp e il Manchester City. Sì, proprio i cugini e acerrimi rivali dei Red Devils che anno dopo anno sono cresciuti sempre di più fino ad ottenere la prima e finora unica Champions League.

Manchester United, Amorim (IMAGO)

L’unica nota lieta del Manchester United (oltre a Bruno Fernandes) è Amad Diallo

Se Bruno Fernandes è stato ed è ancora oggi il punto fermo del Manchester United, possiamo dire lo stesso per quanto riguarda Amad Diallo. L’ex gioiellino dell’Atalanta è arrivato in Inghilterra per un cifra intorno ai 40 milioni di euro, e dopo una serie di prestiti tra Rangers e Sunderland è ritornato con l’intento di prendersi una maglia da titolare. Detto fatto.

L’esterno ivoriano ha vissuto una stagione positiva grazie all’allenatore portoghese. Sotto la guida di Ruud van Nistelrooy e successivamente di Ruben Amorim, Diallo ha realizzato gol decisivi, tra cui una doppietta contro il PAOK in Europa League e una rete nel derby di Manchester contro il City, eletta come il gol della stagione dai tifosi. Tra le nubi di Manchester ci sono raggi di sole in vista del futuro. Da Bruno Fernandes e Diallo, passando per Garnacho, Yoro e Mainoo. Senza coppe europee c’è il rischio di assistere all’ennesima rivoluzione, ma per i tifosi conta solamente ripartire e ritornare ad essere il Manchester United che tutti conoscono.

A cura di Gerardo Guariglia

Redazione

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