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La rivincita dello United in FA Cup: City battuto coi “baby”

Giocare nello stadio più importante d’Inghilterra per vincere il trofeo più antico contro la squadra più forte. Come pressione è abbastanza? Una gara del genere può andare solo in due modi: o accusi il peso della partita e fallisci, o metti in campo l’inconsapevolezza della tua gioventù. A Wembley contro il Manchester City, i “baby” talenti del Manchester United hanno percorso la seconda via.

 

A portare a casa la coppa sono stati i Red Devils con una rete di astuzia di Garnacho e il raddoppio, dopo un grande contropiede, di Kobbie Mainoo. Ten Hag aveva detto nelle scorse ore: “Il Manchester United ripartirà da me”. Di questo non c’è la certezza assoluta, ma sul fatto che possa ripartire dai suoi talenti non ci sono dubbi.

Garnacho e Kobbie Mainoo: l’FA Cup e del Manchester United

I Red Devils la gara l’hanno sbloccata alla mezz’ora con Garnacho che ha sfruttato una follia di Gvardiol. Solo nove minuti dopo Kobbie Maino ha girato in porta il raddoppio, servito da una magia di Bruno Fernandes. Mainoo ha festeggiato così la chiamata di Southgate in nazionale, nella lista dei preconvocati per gli Europei.

Questa vittoria manda il Manchester United a giocarsi la prossima Europa League. Soprattutto, però, regala un’enorme rivincita alla parte rossa di Manchester. Dodici mesi fa, infatti, si era giocata la stessa identica finale di FA Cup, con risultato opposto. Per Ten Hag, invece, si tratta del secondo trofeo conquistato in Inghilterra, dopo la Coppa di Lega della scorsa stagione.

Il presente che è già futuro

Protagonisti indiscussi sono stati i baby talenti dello United, un classe 2004 (Garnacho) e un classe 2005 (Mainoo). La rinascita per i Red Devils, dopo l’addio di Ferguson, sembrava non compiersi mai. Questa volta, però, a far ben sperare è il fatto che siano stati proprio quelli che rappresentano il futuro a decidere il presente.

Tutto questo, naturalmente, sotto gli occhi di Sir Alex, che ha vissuto gli ultimi minuti seduto con le mani sotto alle gambe, un po’ come un bambino in ansia per la sua squadra. Dopo 12 mesi, dalla grande delusione contro i “noisy neighbours”, i Red Devils si regalano una grande gioia che fa chiudere la stagione con un mezzo sorriso, quello un po’ british che è il marchio di fabbrica proprio di Ferguson.

Giuseppe Vignola

Classe 2001, ho sempre pensato che la gioia che può dare il calcio è imparagonabile a tutto il resto. Questa mia tesi, che può sembrare assurda, è stata avvalorata da un premio Nobel, Albert Camus, che disse: “Non c’è luogo in cui un uomo sia più felice che in uno stadio di calcio”. La felicità in uno stadio come tifoso l’ho provata, come calciatore non succederà mai, spero che quella da giornalista sia il mio futuro.

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