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Malesani: “Vedo Guardiola e ripenso al mio Parma. Vorrei chiudere meglio”

Bologna-Fiorentina e Parma-Sassuolo: tanti ricordi, tante esperienza vissute con il cuore. Staccarsi dal televisore, il prossimo fine settimana, sarà piuttosto difficile per Alberto Malesani, ex allenatore di tante squadre impegnate nei suoi… derby personali. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Malesani ha parlato delle squadre di D’Aversa, De Zerbi, Inzaghi e Pioli.

“Il mio Parma era un team vincente, una squadra formidabile e divertente. Non avrò vinto lo scudetto, ma nessuno dopo di noi ha trionfato in Coppa Uefa. C’erano squadroni anche in Coppa Uefa, a quei tempi. Dovetti comprare una macchina perché i giocatori mi dissero che, dopo aver vinto a Mosca, agli allenamenti mi dovevo presentare in un certo modo…”

Il calcio di Malesani, ai tempi di Parma, fece breccia nel cuore degli amanti del pallone: “Io andavo in panchina con la tuta, ma è diventata un cavallo di battaglia soltanto dall’epoca di Sarri in poi. Prima sembrava tutto una bestemmia, un po’ come il gioco che volevo si facesse. Pressing alto, partecipazione collettiva. Se un ventenne mi chiedesse com’era il mio calcio, direi che ero più vicino a Guardiola che ad altri, senza per questo voler fare il presuntuoso: quel mio Parma che vinse la Uefa contro il Marsiglia aveva molti concetti di Pep»

L’ultima esperienza risale invece ai tempi del Sassuolo: “Vorrei finire meglio la mia carriera da allenatore, dispiace che quella in neroverde sia stata la mia ultima esperienza. Inserii troppo in fretta i rinforzi arrivati a gennaio, però il lavoro era arrivato a buon punto. Oggi dietro al Sassuolo c’è un grandissimo presidente e De Zerbi, che lavora davvero bene. Ammiro Sensi: uno che gioca con la testa prima che con il corpo. Quanto al Parma, la forza dei crociati è in D’Aversa: sa adattarsi, ha concretezza. E anche giocatori importanti, come Gervinho e Inglese”

I pronostici di Malesani per questo fine settimana sono piuttosto inaspettati: “Parma-Sassuolo potrebbe addirittura finire con il 2, mentre a Bologna-Fiorentina dico X. I viola sono forti ma in fase di definizione, non hanno gente come Rui Costa o Bati, che io invece ebbi il piacere di allenare. Ecco, io ho avuto Enrico Chiesa, e secondo me aveva un difetto solo: poca rabbia. Federico ce l’ha, dunque è un giocatore completo. Quanto al Bologna, invece, il salto di qualità deve ancora arrivare. Ci sono tanti giovani, dunque è una squadra di prospettiva. e io punto su Inzaghi: come quando giocava, c’è tanta adrenalina . evoglia di fare. Maturerà”

L’intervista completa su La Gazzetta dello Sport

Redazione

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