“Non è il giocatore che è stato attaccato. Questo è l’uomo. Lui è il padre della famiglia. Non è la prima volta che mi succede. E non sono il primo a cui succede questo”, inizia così il lungo messaggio pubblicato a mente fredda da Maignan sul proprio profilo Instagram dopo quanto accaduto in Udinese-Milan.
Il portiere francese ha poi continuato: “Abbiamo fatto annunci, campagne pubblicitarie, protocolli e non è cambiato nulla. Oggi, è un intero sistema che deve assumersi la responsabilità:
– Gli autori di questi atti, perché è facile agire in gruppo, nell’anonimato di un tribuno.
– Gli spettatori che erano sugli spalti, che hanno visto tutto, che hanno sentito tutto ma hanno scelto di tacere, siete complici.
– L’Udinese, che parlava solo di interruzione della partita, come se niente fosse, complice tu.
– Le autorità e il procuratore, con tutto quello che sta succedendo, se non fai nulla, SARAI COMPLICI ANCHE TU.
Te l’ho detto prima e ancora: non sono una VITTIMA. E voglio dire grazie alla mia società AC Milan, ai miei compagni, all’arbitro, ai giocatori dell’Udinese e a tutti quelli che mi hanno inviato messaggi, chiamato, supportato in privato e pubblico. Non riesco a rispondere a tutti ma vi vedo e siamo INSIEME.
È una lotta dura, ci vorrà tempo e coraggio. Ma è una lotta che vinceremo”.
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