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L’uomo delle finali. Colidio, il bomber…della porta accanto

Finale campionato italiano Primavera. Fiorentina e Inter, dopo 90′ intensi si conclude sullo 0-0. Bastano poi quattro giri di lancette dell’overtime agli uomini di Vecchi per chiudere la faccenda. Tempo che Facundo Colidio salga in cattedra. Come era accaduto il 7 gennaio, in occasione della Supercoppa Italiana. Lo chiamano l’uomo delle finali, e forse non hanno tutti i torti.

Un uomo abituato a brillare nei momenti decisivi, come i veri attaccanti d’altronde, di quelli che hanno quasi un sesto senso nel trovare la porta. Eppure, il percorso di Facundo è iniziato…dall’altra parte della porta.

Colidio nasce a Rafaela il 4 gennaio del 2000. E già dall’anagrafe, sembra destinato a dover rivoluzionare il millennio che ha in qualche modo inaugurato. Come figlio minore dei tre avuti da Sergio e Monica, segue le orme dei fratelli maggiori, anche loro aspiranti calciatori. In particolare il primogenito, Gonzalo Colidio, baby portiere, convince anche Facundo a indossare i guantoni, ad appena quattro anni. Il destino, poi, lo porterà verso un’altra posizione in campo.

La velocità di piede, la capacità di concludere da qualsiasi posizione, sono doti che il piccolo di casa Colidio mostra prematuramente e già a livelli interessanti. Ma Facundo, come attaccante, ha qualcosa in più. Come se, avendo un passato da portiere, ne conosca i punti deboli e i modi per sfruttarli al meglio. Cresce segnando gol con la maglia dell’Atletico Rafaela. Con il club della provincia di Santa Fè si mette in mostra già da ragazzino. Nel 2011, infatti, in un torneo giovanile svoltosi a Paranà, il piccolo Colidio mostra numeri, grinta e talento da far saltare sugli sgabelli appassionati e addetti ai lavori. Tra questi ultimi, gli osservatori del Boca Juniors, che non perdono tempo e contattano papà Sergio. Per tre stagioni, le settimane di Colidio sono compresse tra gli allenamenti e le partite del sabato con l’Atletico, e la domenica tinta dell’azul y oro del Boca. Questo fino a poco dopo il 14esimo compleanno, quando decide di giocarsi tutto. All-in con le Xeneides, il top del calcio in Argentina. Per lui, che vuole essere tra i top attaccanti del Sudamerica.

La stoffa il piccolo Facundo ce l’ha, e lo dimostra anche a Buenos Aires. Lavora per essere il migliore fin da subito. Tra i pari età, e non solo. Gioca spesso e volentieri con i ragazzi più grandi. A svezzarlo, dal punto di vista calcistico e non, ex stelle del calcio argentino. Una su tutte, ‘El Flaco‘ Schiavi, che ha una fiducia smodata nel talento di Rafaela. Le parole di Coqui Raffo (coordinatore giovanili del Boca) poi, lo incoronano. “El mejor 9 del pais en Inferiores”. Poche parole, ma ricchissime di significato.

Rendimento da enfant prodige che gli valgono titoli in tutto il Sudamerica, e attenzioni dai top club europei. Ancora minorenne, Colidio ha un futuro quasi scritto in Europa. Resta da capire dove. Il Manchester City vorrebbe portarlo in Inghilterra, Juventus e Inter però lo vogliono in Serie A a tutti i costi. Alla fine, la folta presenza di argentini e sudamericani ad Appiano Gentile lo convince ad optare per la sponda nerazzurra del Naviglio. Il vicepresidente Zanetti e capitan Icardi convincono Facundo a scegliere l’Inter, che mostra molta fiducia in lui. Lo confermano i 7 milioni di euro investiti in un ragazzo neanche 18enne.

Colidio ripaga subito l’esborso con la doppietta che, a pochi giorni dal suo sbarco a Milano (e a poche ore dal suo 18° compleanno) regalano a Vecchi la Supercoppa. Decisivo, fin da subito. Come è stato nella serata di ieri. Un talento naturale nel prendersi responsabilità importanti in momenti clou. I compagni già lo seguono, i tifosi già lo reclamano in prima squadra. Dove la concorrenza, tutta argentina, non manca. Colidio per ora rimane nella Primavera nerazzurra, a festeggiare l’ennesimo trionfo. Frutto di un’altra prestazione maiuscola.

A soli 18 anni, ‘Coli’ ha un futuro roseo di fronte, ed un passato denso di avvenimenti e di scelte rischiose. Come aver abbandonato i pali, per indossare i panni del goleador. Si dice ‘se non riesci a batterli, unisciti a loro’. Facundo lo ha messo in atto al meglio.

Redazione

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