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Lucescu: “Sono andato via dall’Ucraina grazie a Ceferin. Escludere i russi dagli sport? È sbagliato”

Mircea Lucescu è sicuramente tra gli allenatori rumeni più importanti del calcio moderno. Durante la sua carriera, l’attuale allenatore della Dinamo Kiev ha vinto 37 titoli, tra cui anche una Europa League con lo Shaktar Donetsk. In Italia, invece, è stato protagonista sulle panchine di Pisa, Brescia, Reggiana e Inter per tutti gli anni ’90.

  

 

 

Lucescu: “Lo sport è cultura, non ha niente a che fare con motivi politici”

Intervenuto durante la trasmissione Radio Anch’io Sport, Lucescu ha parlato della situazione in Ucraina, vissuta in prima persona per via del suo ruolo di allenatore della Dinamo Kiev: “Due giorni prima eravamo tornati dalla Turchia, poi la notte prima dell’allenamento c’è stato l’attacco. La Federazione ha interrotto il campionato per un mese, ma credo sarà molto difficile da riprendere. Sono andato via insieme ai giocatori stranieri grazie a Ceferin, UEFA e alle federazioni calcistiche. Alcuni giocatori sono rimasti lì e sono andati alla base dove ci allenavamo. Sono andato via per aiutare da fuori, per organizzare e aiutare le famiglie a venire via. Abbiamo fatto venire fuori diverse persone. I giocatori con più dì 3 bambini sono riusciti a uscire, dovevano farlo per legge”. 

 

 

Proseguendo, Lucescu ha spiegato anche come l’attacco da parte della Russia fosse un evento inaspettato da parte sua: “Non ho mai pensato a una cosa simile. Ucraini e russi hanno vissuto insieme come fratelli. Questo è un problema politico più che popolare. Gli ucraini sono orgogliosi e fieri della loro cultura, ci sarà una battaglia lunga. Nessuno la vincerà, ci saranno solo perdite. Paura? No, non ne ho avuta. Lo era per gli altri. Quando siamo arrivati alla frontiera abbiamo visto uomini che lasciavano donne e bambini”.

 

 

In chiusura, l’ex allenatore dell’Inter ha commentato gli eventi che stanno coinvolgendo il mondo dello sport, in cui molte discipline stanno squalificando club o atleti russi dalle competizioni internazionali: “Per me lo sport non ha niente a che fare con i motivi politici. Lo sport è cultura, stanno sbagliando. La gente deve continuare ad andare sul campo nelle competizioni sportive. Ne hanno bisogno. Non sono d’accordo di togliere il diritto agli sportivi di essere campioni. Lo sport può solo aiutare”.

Redazione

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