La Casa di C

Oltre ogni difficoltà: la Lucchese conquista la salvezza

La Lucchese festeggia la salvezza

La Lucchese resta in Serie C al termine del doppio confronto playout contro il Sestri Levante. 

Soli, ma insieme. Quella della Lucchese è stata una stagione difficile, a tratti impossibile, fatta di tante difficoltà societarie. Senza stipendi da ottobre, senza nessun punto di riferimento, ma con un unico grande punto di forza: il gruppo.

“Non abbiamo nessuno, siamo rimasti da soli, non c’è più una società”. Parole che Giorgio Gorgone, allenatore dei toscani, aveva pronunciato alla fine della gara interna contro il Perugia dello scorso febbraio. Un discorso che portò alla luce una situazione sempre più insostenibile, per i calciatori e per i dipendenti.

Quattro passaggi di proprietà in due mesi, il secondo dopo appena 21 giorni e per soli 1640 euro. Rabbia e delusione sono stati i sentimenti che hanno occupato la mente, e il cuore, dei tifosi rossoneri. La squadra, però, è riuscita a stringersi in un lungo abbraccio, a farsi forza, andando avanti a testa alta. Dal Ds Ferrarese a tutti i tesserati, tutti uniti per l’obiettivo finale.

E poi la città, forza fondamentale durante le ultime settimane. Dagli aiuti economici del “Mercatino del Pesce”, ristorante di Lucca che ha contributo alla trasferta di Sestri Levante durante il campionato, fino a Massimo Anselmi, Presidente dell’Arezzo femminile che ha fornito sostegno per l’ultima trasferta della stagione regolare contro la squadra di Bucchi. Una storia che ha saputo lasciare un segno indelebile.

Il gol di Badje vale la salvezza

Nella lunga notte del “Porta Elisa” nasce, però, anche un’altra certezza, la Lucchese è ritornata al centro di tutto. Quasi cinquemila persone pronte a sostenere la squadra rossonera verso l’impresa salvezza, la paura di non farcela quando si era ormai giunti al novantesimo e poi l’esplosione di gioia. Il gol, decisivo, è di Badje, arrivato a gennaio in mezzo alla tempesta. Un’esultanza liberatoria per lui, ragazzo timido ma dai sorrisi sinceri.

Caro Giorgio, questi caroselli non si vedevano da tanto tempo qui a Lucca”. È una frase che viene ripetuta all’infinito in sala stampa, e anche Gorgone lo sa bene. Entusiasmo ritrovato dopo mesi grigi, a fine partita c’è solo spazio per le lacrime e gli abbracci. Contro tutto e tutti, ma guidati dalla voglia di realizzare una grande impresa.

Rocco Cristarella

Nato nel 1995, vivo sospeso a metà tra la Calabria e Pisa. Cresciuto tra una punizione di Pirlo (rigorosamente al Granillo) e le magie di Manu Ginobili. Vivo di storie e di sport, in attesa di coronare il mio sogno: diventare giornalista.

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