Interviste e Storie

Insigne e il Pescara: ritrovarsi quattordici anni dopo

Lorenzo Insigne (IMAGO)

Una storia pronta a ritrovarsi: dalla promozione in Serie A al ritorno inaspettato, Insigne e il Pescara di nuovo insieme a quattordici anni di distanza. 

“Che hai fatto in tutti questi anni?”“Sono andato a letto presto”. No, non siamo all’interno della celebre scena di ‘Cera una volta in America’, anzi di cose ‘in tutto questo tempo’ ne sono successe tra Insigne, pronto a ripartire dopo il periodo da svincolato vissuto al termine dell’esperienza con il Toronto, e il Pescara.

Un Europeo con la Nazionale, la fascia di capitano del Napoli e un lungo percorso in Serie A da un lato. Promozioni, salvezze e nuove pagine di vita dall’altro. Spesso, però, per ritrovarsi è quasi necessario ritornare alle origini, lì dove tutto è iniziato. La cavalcata con Zeman, il legame con gli amici di sempre -Ciro Immobile e Marco Verratti– e i gol, tanti e decisivi.

Ma soprattutto una promozione in Serie A e una promessa “Ci ritroveremo”. E allora ecco che, quattordici anno dopo, tutto è pronto a ripartire. Ad accoglierlo ci sarà, ancora una volta, il presidente Daniele Sebastiani e proprio Verratti, tornato da qualche mese all’interno della società abruzzese in qualità di socio.

Una scelta convinta, voluta, arrivata in modo definitivo dopo un mese di dialoghi e, magari, anche qualche aneddoto del passato. “Voglio tornare dove sono stato bene”. Il presente, intanto, parla di una salvezza da conquistare. Biancazzurri ultimi a 14 punti, e chissà che l’esordio non possa già arrivare contro il Mantova, un vero e proprio spareggio per le due squadre. Ma è anche un ritorno che sa di famiglia visto che, il prossimo 15 febbraio, Lorenzo si ritroverà davanti a suo fratello Roberto in occasione della sfida contro l’Avellino. Nuovi obiettivi, vecchi legami.

Il legame con Zeman e la ‘magia’ di Pescara

Era l’estate del 2011, Insigne aveva appena portato a termine una stagione importante con la maglia del Foggia in Serie C. Ben 19 gol con la squadra guidata da Zeman, un primo step fondamentale per un ragazzo di appena 20 anni. Qualche mese più tardi l’allenatore boemo sposa il progetto del Pescara in Serie B, una delle prime richieste sul mercato è proprio quel ragazzo cresciuto nel settore giovanile del Napoli. Tra Lorenzo e il club abruzzese è amore a prima vista, sinonimo di una stagione destinata a scrivere una pagina indelebile della storia biancazzurra.

Il 1 ottobre 2011, dopo un inizio altalenante, arrivano quindi i gol e la svolta. AlbinoLeffe battuto in casa 5-3, inizia la cavalcata verso la Serie A. Si accende la magia dell’Adriatico, spinta dai gol di un gruppo di giovani pronti a ritagliarsi finalmente uno spazio tra i grandi’. Diciotto gol complessivi e 13 assist per il classe 1991, tra i simboli di una macchina praticamente perfetta. Ottantatré punti e 90 gol totali invece per la squadra abruzzese durante la stagione 2011/2012, numeri che hanno fatto da cornice alla cavalcata verso la Serie A. Risate e spensieratezza, dentro e fuori dal campo. Tra un arrosticino e l’altro, mangiato rispettando in modo rigoroso il proprio numero di maglia.

Marco Verratti (Imago)

Caro Marco, caro Lorenzo

Nelle immagini dell’ultima promozione in Serie B del Pescara c’è soprattuto tutta l’emozione di Marco Verratti. Tornato nel frattempo  nella ‘sua’ città in altre vesti, quelle di socio, ma con la stessa passione dell’inizio. E proprio dalle parti dell’Adriatico ritroverà adesso l’amico, e compagno di sempre, anche fuori dal campo. “Se pensiamo a dove eravamo dieci anni fa è emozionante ritrovarsi adesso tutti insieme in Nazionale”, dichiarò qualche tempo fa al sito Uefa.com l’ex centrocampista del PSG.

Un rapporto intenso, con Ciro e Lorenzo, nato proprio durante la splendida cavalcata sotto la guida di Zeman. Una nuova stagione, un nuovo inizio. Accompagnati dai sorrisi di un’impresa storica e la speranza di un futuro diverso per la formazione abruzzese nell’attuale campionato di Serie B. Insigne, Pescara e il Pescara, dove eravamo rimasti?

 

 

Rocco Cristarella

Nato nel 1995, vivo sospeso a metà tra la Calabria e Pisa. Cresciuto tra una punizione di Pirlo (rigorosamente al Granillo) e le magie di Manu Ginobili. Vivo di storie e di sport, in attesa di coronare il mio sogno: diventare giornalista.

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