“Uh”. Silenzio. “Uh”. Suono che si ripete e ricorda l’estate, quasi un tormentone. “Uh”. Sempre più veloce, sempre più ritmo. Le mani prima battono e poi applaudono. Si chiama “Geyser sound“, la conoscete tutti. Era il ritornello islandese ad Euro 2016, quello che accompagnava sogni ed imprese di una Nazionale che ha incantato l’Europa. Favola, vera e propria. Che ora vuole ripetersi guardando a Russia 2018. E passando… dall’Italia. Già, perché il “geyser sound” passa anche dal Tardini. Parma, lì dove una cinquantina di tifosi (più italiani che islandesi, ovviamente) ha riprodotto l’esultanza mentre sul campo la Nazionale islandese si allenava in vista della Croazia. A Parma? “Colpa” dello sponsor, Errea, esaltato dall’Islanda un po’ come tutti. Si allenano al Tardini tra l’entusiasmo e lo stupore, fino a giovedì prima di partire per Spalato. Ospiti della loro “seconda capitale”, per scappare dal freddo e allenarsi al meglio. Un Paese piccolo piccolo che ha raccolto tanti tifosi, calciatori un po’ per caso e un po’ tanto per talento e dedizione. Allenatore che fa l’odontotecnico, staff al completo. Tutti al Tardini, tutti a Parma. Che per un giorno diventa un po’ Reykjavík. Pallone, torello, corsa e… geyser sound. “Uh”, anche a Parma.
A cura di Guglielmo Trupo
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