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L’atteso debutto (con gol) di Messidoro: cognome da predestinato, talento del Boca sulle orme di Tevez

Messidoro. Non è un calembour per celebrare l’ennesimo titolo personale della Pulga, il recordman di Palloni d’Oro. Ma il cognome del nuovo talento del Boca Juniors.

E allora ecco le cinque cose da sapere sul ragazzino che dopo vent’anni ha fatto provare a La Bombonera le stesse sensazioni che si vivevano nel novembre del 1996. In quel periodo i tifosi Xeneizes non stavano nella pelle per assistere al debutto del miglior talento delle giovanili: un tal Juan Román Riquelme. Oggi le stesse emozioni sono suscitate da Alexis Nahuel.

Chi è?

Alexis Nahuel Messidoro è un trequartista di piede destro nato il 13 maggio del 1997 a José Clemente Paz, nei pressi di Buenos Aires. Indossa il numero 28 (2+8=10), è alto un metro e settanta e dice di somigliare, almeno tatticamente, a Riquelme: “Non c’è nessuno come lui, ma io sono simile. Devo però migliorare nel cambio di passo, nel calciare il pallone e sui calci piazzati”.

Chi sono i suoi idoli e modelli di gioco?

Adora Fernando Gago e Juan Román Riquelme, crede che Messi sia il più grande “per distacco” come dice lui, ma il calciatore che venera è Carlitos Tévez. Di lui ha detto: “Non dimenticherò mai di quando riunì i ragazzini delle giovanili come me per un discorso motivazionale. Ci raccontò della sua vita, di tutto quello che fece per arrivare in prima squadra, fu un discorso indimenticabile e che lo abbia fatto proprio lui ha un valore unico per me”.

Come è arrivato al Boca? Chi lo ha scoperto?

Giocava in quelli che in Italia chiameremmo “pulcini” dell’Almagro. Poi nel 2010, a 13 anni, fece un provino con il Boca. Dovette attendere mezz’ora prima di potersi “esibire”. Dopo otto minuti lo scout Diego Mazzilli lo fermò, facendolo arrabbiare parecchio: “Credevo fosse andata male e che non mi avessero dato il tempo di mostrare quello che sapevo fare”. In realtà era abbastanza per convincere Mazzilli a metterlo sotto contratto.

Quali sono i “maestri” che lo hanno portato in prima squadra?

Il Flaco Rolando Schiavi e il Vasco Rodolfo Arruabarrena. Otto gol in tredici partite con le Inferiores convinsero l’allora allenatore del Boca Arruabarrena a chiedere a Schiavi, responsabile della Reserva, la disponibilità di Messidoro per il ritiro estivo (che in SudAmerica si svolge nell’inverno europeo, a gennaio).

Come vive il fatto di chiamarsi “Messi”?

Lo ha sfruttato per mettere paura ai rivali. Insieme ai compagni delle giovanili, in particolare allo juventino Guido Vadalá con il quale è cresciuto e ha incantato per lungo tempo gli scout argentini, aveva architettato un metodo infallibile per incutere timore a chi giocasse contro di lui. Farsi chiamare da tutti proprio “Messi”, durante le partite. Il timore reverenziale verso quello che nell’immaginario degli avversari doveva essere un parente del giocatore del Barcellona era un piccolo trucco per conquistare un vantaggio psicologico.

Segnatevi la data del 16 aprile 2016. Il giorno del debutto ufficiale di Alexis Nahuel Messidoro con la maglia del Boca, in campionato contro l’Aldosivi. Vittoria del Boca 4-1 e gol dopo poco più di 50 minuti del giovane talento. D’altronde, aveva già dimostrato di poter brillare immediatamente con i grandi nella prima partita assoluta in prima squadra, un’amichevole contro l’Emelec in cui era stato il migliore in campo con un gol e un assist per il 3-0 finale, e durante la quale tutto lo stadio si inchinò al suo talento al grido dedicato alla Pulga: “Meeessi, Meeessi, Meeessi” .

Non sarà un fuoriclasse assoluto come Messi, non avrà il destro magico di Riquelme, ma oggi è lui l’oro che brilla nel cielo azul, i colori del Boca Juniors.

Rosario Triolo
@triolor
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Redazione

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