Categories: Interviste e Storie

Largo al Calabria express: il terzino “con la testa sulle nuvole” al primo stage in Nazionale

Disse di aver un sogno: “Riuscire a restare al Milan e vincere tutto. E poi arrivare in Nazionale”. Davide Calabria ora può affermare di averlo in parte realizzato. Convocato da Giampiero Ventura per la prima volta allo stage azzurro di Coverciano. Merito da condividere col suo Milan dopo due presenze consecutive da titolare contro Pescara e Palermo per un totale di 8 apparizioni in A in questa stagione. Il Milan è la squadra per cui tifo fin da bambino: Ho sempre pensato di esserne all’altezza. Cerco di dare il massimo ogni giorno per dimostrare le mie qualità. Ho lavorato duramente, anche quando non giocavo”. Largo al Calabria express. A quel terzino classe ’96 che ha esordito con Inzaghi, confermato poi da Mihajlovic e che ora ha trovato continuità con Montella. Personalità e spensieratezza: le sue armi vincenti. “Un po’ nel suo mondo”, dicono bonariamente di lui. “Con la testa sulle nuvole”, tanto da non sentire mai la pressione. Tutto spiegato in un aneddoto: Europeo Under 17 in Slovacchia, finale contro la Russia. Rigori. L’allenatore, Vanoli, al momento di scegliere i tiratori non vede più Calabria. “Ma dov’è finito?”. Indovinate un po’: era intento a firmare autografi e far foto coi tifosi a bordocampo. I presenti affermano che le urla di Vanoli si siano sentite fino in Italia. Che ci volete fare: prendere la vita con filosofia è la sua specialità. Lo conferma anche il suo look, tutt’altro che ricercato. “I capelli li ho sempre tenuti così, meglio lasciarli stare senza perderci troppo tempo”. La serenità in persona. “Mi alzo il più tardi possibile. Mi piace dormire al mattino. Ma al suono della sveglia mi alzo subito. Colazione: fette biscottate con la marmellata”. Questione di carattere, di pacatezza. La stessa che gli ha permesso di prendersi la fascia del Milan. E pensare che ai tempi dei Giovanissimi Nazionali sedeva quasi sempre in panchina. Poi l’esplosione, negli Allievi. Il cambio di ruolo. “Sono nato come mediano davanti alla difesa, poi ho fatto la mezz’ala in un centrocampo a tre, ho fatto anche l’esterno alto e con il passare degli anni sono diventato terzino sia a destra che a sinistra e lì mi sono specializzato nel ruolo”. E le priorità: “Il calcio prima di tutto, poi la famiglia e l’amicizia. Infine, l’amore”. Un solo idolo: “Maldini”. Proprio come l’ex capitano del Milan fuori dal campo adora l’NBA. Ligabue invece “il cantante preferito”; mentre per quanto riguarda il cinema preferisce “le storie vere, di ragazzi che partono da zero e ce la fanno. Come Southpaw”. Un po’ come la sua, dalle panchine nei Giovanissimi del Milan fino allo stage in Nazionale. Punto di partenza per realizzare un domani tutti i suoi sogni sia in maglia rossonera sia in maglia azzurra.

Alberto Trovamala

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