Al Boca lo chiamavano “L’uomo del futuro”. Tiago Casasola,
probabilmente ne ha deciso una buona fetta di quello del Trapani. La sua testa
a dir la verità. E’ lui l’autore del gol da tre punti nell’ultima partita
contro il Vicenza. Una corsa verso la sua gente. “Erano venuti da Trapani,
sotto la tempesta, solo per sostenerci, volevo stringermi a loro”. E’
rispettoso Tiago. Sa che molto deve ai tifosi granata: “Non ci hanno mai
abbandonati, anche quando eravamo ultimi in classifica, quando non è facile
tifare per la propria squadra del cuore”. I granata grazie al suo gol volano al
quintultimo posto in classifica. La favola del Trapani continua. Un percorso
lungo. Una stagione che si può facilmente dividere in due tempi, come una
partita.
Un arrivo a Trapani, dopo l’Inghilterra e dopo Como, quello di
Casasola, pupillo di Walter Sabatini, che non ha trovato resistenze nella sua
testa e nel suo cuore: “L’allora direttore Pasquale Sensibile mi disse le
parole giuste, non c’era una cosa che non mi andava bene e poi ero curioso di
conoscere bene la Sicilia”. E anche la pizza. “A Trapani la pizza è qualcosa di
speciale, non smetterei mai di mangiarla”. Occhi puntati su Tiago, che da
difensore centrale, scopre la fascia destra e sogna: “Calori mi dice di osare.
A me piace molto quel ruolo, è attivo, posso far ripartire l’azione e crearla
nel frattempo. Così, sono nelle condizioni di esprimermi al meglio”. Un’altra
fascia, quella da capitano, indossata con la nazionale argentina Under 20, la
stessa che vinse il Sudamericano, dopo il mondiale del 2014, dove Tiago fece
l’esperienza più bella della sua vita calcistica: “Allenarsi, viaggiare,
mangiare, con campioni come Messi, Higuain e Aguero, è stato un sogno. Ho
imparato tanto dal loro essere umili e disponibili. Noi giovani li facevamo
allenare, con un compromesso però: al terzo gol subito, gli facevamo vedere chi
eravamo”. Ride Tiago, ha lo spirito argentino che brilla. Modaiolo, ma con
garbo, tatuaggi e ciuffo ribelle. Una cosa però gli manca. La famiglia. “Quando
giocavo in Argentina, nelle giovanili, mamma e papà, insieme alle mie sorelle,
mi seguivano sempre. Ero rigorista, e quando capitava di segnare esultavo
insieme a loro. Al mio gol col Vicenza, da lontano, mamma ha pianto e papà ha
festeggiato coi colleghi”. E’ un viaggio il calcio per lui, che aggiunge tappa
a tappa. Come quelli che lui ama molto. “Ho viaggiato moltissimo. Quando
abitavo a Londra e avevo un giorno libero, prendevo il treno ed in un’ora e
mezza ero a Parigi. In Italia sono stato dappertutto e amo Firenze. Mi rimane
solo Napoli da visitare, ma aspetto di andare con mamma, ci tiene”. Casasola,
da una promessa “del” calcio ad una promessa “di” calcio. “Ho fatto una
scommessa in caso di salvezza, ma non posso dirla fino ad obiettivo raggiunto”.
Sogna in grande Tiago, la nazionale, la serie A, ma ora il suo obiettivo è un
altro e mancano otto partite per acciuffarlo. E chissà quante scommesse faranno
i tifosi del Trapani di fronte ad un obiettivo ormai raggiungibile…magari
guidati da lui, dall’”Uomo del Futuro”, che corre, sogna, e segna anche.
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