Le lacrime di Baselli, il sorriso di Berenguer. Ma anche i fischi a fine gara e gli applausi a Moreno Longo.
Torino-Frosinone si carica di emozioni inaspettate, rabbiose ma genuine.
A un tratto, liberatorie. I tre punti conquistati dalla squadra di Mazzarri contro quella di Longo arrivano in maniera forse anche troppo sofferta, ed è quello che il pubblico di casa fatica a digerire: non riuscire a restare in vantaggio è stato un duro colpo per i tifosi, smorzati dai ritmi lenti, che Mazzarri non avrebbe voluto vedere.
I fischi. Quelli che hanno fatto patire, e tanto, Daniele Baselli nelle scorse settimane.
Per la prima volta da quando è a Torino, il centrocampista ne ha ricevuti molti uscendo dal campo durante la partita contro il Napoli: è stato per lui come ricevere un colpo da ko.
Non a caso, Mazzarri ha voluto schierarlo dal primo minuto questa sera, per permettere al giocatore di riprendersi una scena che stava perdendo. Ce l’ha fatta dando a sua volta un colpo da ko verso la porta di Sportiello, e l’esultanza strozzata, con quella mano sull’orecchio e quelle lacrime che gli cadevano spontanee, rabbiose appunto, hanno lasciato il segno.
La rabbia per il pareggio, poi, si è tramutata in confusione. Fino a diventare un sorriso, che al Toro viene regalato da Berenguer. È la seconda rete in assoluto da quando gioca nel Torino e in Serie A, e, curiosità, l’unica altra volta era capitata contro la Lazio a Roma lo scorso anno: allora fu la prima rete per l’inaspettato 1-3 finale; questa volta, invece, l’ultima. Pesantissima. E arrivata dopo tutto un percorso cominciato da questa estate, dove da esterno d’attacco è diventato esterno per il 3-5-2, imparando a giocare a tutto campo. Questo gol sembra un premio per tutto il lavoro e per tutta la determinazione di un ragazzo silenzioso ma solare, legatissimo alla sua famiglia che continua a volere vicina a Torino.
E quando poi alla fine del secondo tempo, agli altri fischi (rivolti anche contro l’arbitro che ha fatto tanto arrabbiare Mazzarri) si sono sommate, fino a sostituirsi, le ovazioni delle due curve, il Torino si è sentito sollevato. Anche se la maggior parte degli applausi è stata riservata a un avversario: quel Moreno Longo che ha lasciato dei ricordi unici nel Toro. A inizio gara, solo a lui e a Belotti le due curve hanno voluto riservare un tributo speciale: due protagonisti in difficoltà per motivi diversi, che avevano bisogno di incitamento. Longo ha risposto con un saluto a partita in corso, evento più unico che raro, e così pure al rientro degli spogliatoi al novantesimo. “Li devo ringraziare” ha chiosato l’allenatore del Frosinone a Sky, “c’è un legame forte che ci accomuna. Ed è grazie a questo che sono riuscito a crescere e ad arrivare fin qui, oggi”.
Un tributo che non cancella la sconfitta e il rischio di esonero: “Sarei un pazzo a non pensarmi in bilico” dice Longo, “ma io sono orgoglioso dei miei giocatori, e daremo battaglia insieme partita dopo partita”. Neanche oggi però, nonostante una prova che anche i tifosi ospiti hanno voluto riconoscere, la vittoria per il Frosinone è arrivata, ma le emozioni ribaltate al “Grande Torino” regalano anche questo: affettuosi saluti agli sconfitti, una piccola critica ai vincitori. Che con tre punti in più possono lavorare con più tranquillità, per allontanare tutti i dubbi del proprio pubblico.
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