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La scuola Juve, l’idolo Buffon, il record con il Borgosesia. Libertazzi è il meno battuto d’Italia: “Sogno il professionismo”

La “scuola Juve” non tradisce mai. Davide Libertazzi è cresciuto con i bianconeri e da qualche settimane ha deciso di fare tesoro dei consigli imparati nel settore giovanile dei torinesi. Primo traguardo? Per il momento è il meno battuto d’Italia. Domenica scorsa Cristofoli della Pro Sesto ha interrotto la sua imbattibilità a 578 minuti, garantendogli comunque di entrare nella storia del Borgosesia. Un record inviolato per quasi 50 anni: era il 1967 quando Zelico Petrovic stabilì il precedente di 561 minuti.

“Una piccola soddisfazione personale che viene in un club che per me è sempre stato speciale” – dichiara Davide ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com – “E’ come una seconda famiglia. Hanno sempre puntato su di me, quando ero giovanissimo e anche l’anno scorso, quando ho attraversato un periodo difficile. Lega Pro? La mia speranza è quella di andare il più in alto possibile quest’anno con il Borgosesia e magari arrivare tra i professionisti”.

Dopo il gol di sabato Libertazzi junior è ancora il meno battuto d’Italia. Alla nona giornata di tutti i campionati, dalla serie D alla Serie A, nessuno aveva subito meno reti. Tuttavia da domenica il record è detenuto assieme al portiere della Nuorese Valerio Frasca:“In serie D non c’è tantissima attenzione mediatica e quindi un giovane per far parlare di sé deve fare prestazioni veramente sopra la media. Questa categoria negli ultimi anni è un po’ snobbata dalle squadre professionistiche e quindi bisogna rimboccarsi le maniche. Con il Borgosesia stiamo facendo grandi cose e questa imbattibilità la devo a tutti i miei compagni che mi hanno permesso di battere il record del club e di subire soltanto tre gol”.

La strada imboccata da Davide sta dando risultati, ma c’è ancora tanto da migliorare: “I miei pregi sono l’istintività, la reattività e un pizzico di follia, penso che in un portiere non debba mai mancare. Però a volte è anche un difetto, perché con alcune uscite mi spingo veramente al limite. Forse è anche un eccesso di generosità: lo faccio per il bene della squadra. Per il resto… giudicatemi voi che siete più bravi (ride)“. L’esperienza tra i bianconeri lo ha portato spesso a stretto contatto con il suo idolo, Gigi Buffon: “La squadra del cuore è sempre stata la Juventus. Ho avuto la fortuna di giocare nel loro settore giovanile. E’ una società fantastica, che ti insegna a crescere sul campo e fuori. Se oggi festeggio il record lo devo agli anni passati in bianconero. Li ringrazierò sempre per avermi dato questa formazione. Con me sono cresciuti i vari Padovan, Emmanuello e Lanini, tutti tra i professionisti”.

Davide non è il solo in famiglia a occuparsi di calcio. Gianluca, il più grande, è l’agente, tra gli altri, di Gianluca Lapadula. Alberto, invece, gioca nella Challenge League svizzera, nel Servette: “Ho un bellissimo rapporto con loro, specialmente con Alberto: ci separano solo due anni. Alberto ha avuto la fortuna di esordire in A con la Juventus. Con lui ho più confidenza, ma anche con Gianluca. Abbiamo anche un quarto fratello, il secchione di casa. Anche io sono iscritto alla facoltà di Scienze Politiche a Torino, ma il mio obiettivo è di sfondare nel mondo del calcio. Spero con i sacrifici, gli allenamenti e la costanza di riuscire a ritagliarmi il mio spazio nel professionismo. Lo studio rimane il piano B, perché la categoria in cui mi trovo non ti permette di guadagnare grosse cifre”.

Tempo libero? Tutto dedicato alla famiglia: “Sì. Giocando fuori, quando ritorno a casa il mio pensiero va sempre alla mia famiglia: i miei genitori, miei fratelli e le mie nipotine. Poi cerco di stare il più possibile con Alberto: da quando si è trasferito in Svizzera purtroppo lo vedo poco. Con loro passo gran parte deli mio tempo libero”. Ti senti un po’ trascurato dalle squadre professionistiche? “Un po’ sì, non ho ricevuto grandi offerte. Purtroppo le cose sono cambiate in D negli ultimi anni e le squadre professionistiche raramente vengono a vedere un giovane. Io avevo già fatto due buone stagioni con il Borgosesia. La sensazione di essere snobbati c’è. Purtroppo anche in Lega Pro ci sono portieri che arrivano da Juventus, Inter, Milan già con il contratto e non è facile competere”.

Obiettivo serie A? “Io sono cresciuto in una famiglia che mi ha insegnato a non lasciare un lavoro iniziato a metà, di non mollare mai. I momenti duri nella vita arrivano per tutti. La scorsa stagione mi ero trovato senza squadra ingiustamente, ma non ho mollato, anzi mi ha dato ancora più forza e stimoli. Una volta ritrovato il Borgo mi sono impegnato al 110%. Amo questo sport e sogno di poter arrivare ai massimi livelli, magari un giorno potrò arrivare anche io in serie A. Sognare non costa nulla”. E intanto Davide macina record, come il suo idolo Buffon.

Francesco Caruso

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