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La palestra di Lipsia, il dominio in Austria grazie ai giovani… anche in panchina: ecco il Red Bull Salisburgo

Chi si metterà le famose aaaali per volare in semifinale? La Lazio spera e ci crede. Il Red Bull Salisburgo non è l’Atletico Madrid – lo spauracchio fortunatamente evitato – ma è, soprattutto negli ultimi anni, un club abituato a giocare l’Europa. Servirà attenzione, senza timori, consci della propria forza. Raggiungere una semifinale europea, 15 anni dopo la doppia sfida con il Porto in Coppa Uefa, è un obiettivo alla portata della Lazio, ma prima c’è da battere la banda di Marco Rose.

SE SONO ROSE FIORIRANNO

Banda, un termine non casuale per definire il Red Bull Salisburgo. Così simile alla Lazio di Inzaghi, i ragazzi allenati da Marco Rose sono un gruppo giovane – età media sotto i 24 anni – che gioca sulle ali dell’entusiasmo dato dall’età e dalla voglia di emergere. Un gruppo guidato da un tedesco 42enne, alla prima esperienza da professionista, con una storia molto simile a Simone Inzaghi. Entrambi classe ’76, hanno svolto tutta la gavetta nei settori giovanili delle squadre che allenano e stanno emergendo sul palcoscenico europeo grazie ai risultati e alla bellezza del gioco espresso. Due allenatori carismatici e molto legati al concetto di gruppo. Amici prima che allenatori, compagni di squadra prima che capi di uno spogliatoio. In campo il Salisburgo è una squadra solida in difesa, basata sul 4-4-2, ma con spiccate doti offensive. Chiedere al Borussia Dortmund per conferma. Anche qui, come in casa Lazio, la stella della squadra è la prima punta. Ciro Immobile vs Munas Dabbur sarà la sfida che deciderà l’andamento del doppio scontro. L’attaccante 25enne israeliano è già a quota 22 gol stagionali (16 in campionato e 6 in Europa League) e sarà il pericolo numero uno per De Vrij e compagni.

PALESTRA PER LA CASA MADRE

Non è un segreto che da quando Red Bull ha deciso di investire nel calcio tedesco, acquistando il club di Lipsia, Salisburgo sia passata da locomotiva del calcio europeo per l’azienda di bevande energetiche, a secondo club di riferimento. Investimenti e interessi spostati dall’Austria verso la più ricca e appetibile Germania. Per questo ormai Salisburgo si è trasformata nella palestra per le giovani promesse, da lanciare successivamente sui grandi palcoscenici della Bundesliga. Una programmazione velatamente nascosta dalla proprietà, ma a tutti gli effetti messa in atto ad ogni sessione di calciomercato. Laimer, Keita e Upamecano sono solo gli ultimi spostamenti fatti tra i due club. Un Salisburgo però da anni ormai fucina di giovani talenti, su tutti Mané, Kampl e Soriano.

COME ARRIVA A QUESTI OTTAVI DI FINALE

Dominatrice del campionato austriaco, il Salisburgo occupa la prima posizione, con otto punti di vantaggio sullo Sturm Graz, ormai lanciata a vincere il quinto campionato consecutivo. Un cammino ancora più brillante quello fatto in Europa League. Dopo 10 partite giocate è ancora imbattuta in questa competizione con 5 vittorie e 5 pareggi, grazie a 13 gol messi a segno, contro i 5 subiti. Nella fase a gironi il Salisburgo ha superato Marsiglia, Vitória Guimarães e il Konyaspor, subendo un solo gol dai portoghesi, mentre nelle fasi successive ha prima eliminato gli spagnoli del Real Sociedad, e poi a sorpresa i tedeschi del Borussia Dortmund negli ottavi di finale.

PRECEDENTI

Lazio e Salisburgo si sono già incontrate in Europa League nella stagione 2009-2010. Era la Lazio di Ballardini, che si ritrovò nel girone G insieme a Villareal, Salisburgo e Levski Sofia. All’andata all’Olimpico finì 1-2, con gol di Foggia, Schiemer e poi Janko al 93esimo. Al ritorno terminò con lo stesso punteggio. 2-1 per gli austriaci con un altro gol di Pasquale Foggia, insieme ad Afolabi e Tchoyi. Il Salisburgo passò il girone da prima classificata, mentre la Lazio fu eliminata.

Redazione

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