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La maglia granata come seconda pelle, Roma città portafortuna e ora l’Under 21. Edera si presenta: “Emozionato, non me l’aspettavo”

“Una convocazione che mi ha spiazzato, davvero non me l’aspettavo”. All’esordio assoluto con la Nazionale Under 21, Simone Edera non nasconde l’emozione della prima chiamata di Alberico Evani. Anche lui all’esordio in U21, dopo la chiamata di Di Biagio in Nazionale A. “Per me però non è una novità – ammette Edera – lo scorso ho fatto qualche partita in U20 e conosco il mister”. Cinque partite e due gol, un contributo importante che Evani non ha voluto lasciare a casa. Lanciato da Moreno Longo in Primavera e vincitore del campionato 2015, Simone non dimentica l’allenatore che lo ha scoperto: “Mi ha dato tanto, sta facendo una grande annata con il Frosinone e sono contento per lui e lo ringrazio per tutto quello che mi ha dato”. Una carriera passata con una sola maglia. “Avevo 6 anni quando mi ha chiamato il Torino”, ammette con orgoglio. L’inizio all’Oratorio Valdocco, poi 14 anni in maglia granata, con le due mini parentesi in prestito di Venezia e Parma. Praticamente una vita. L’esordio a 19 anni, nella sconfitta dell’Olimpico contro la Roma. Poi i primi due gol da professionista, sempre nella capitale. Uno con i giallorossi in Coppa Italia, l’altro contro la Lazio in campionato. Oggi l’esordio in Under 21 nel ritiro azzurro a Roma. Una città nel destino: “E’ vero, Roma e lo Stadio Olimpico mi portano fortuna”, ma il vero ringraziamento è per una sola persona: “Sinisa Mihajlovic. Gli devo molto. Ad inizio stagione pensavo di andare in prestito, invece lui e Petrachi hanno spinto affinchè partissi in ritiro e alla fine del mercato mi hanno tenuto. Poi è arrivato il rinnovo di contratto. Per me quest’anno è davvero importante”.

Dimostrare il proprio valore. E’ questo l’obiettivo di Simone, sia in Under che con il Torino: “Stiamo vivendo una stagione di alti e bassi. Prima Mihajlovic, poi l’esonero. Ora Mazzarri con il quale sto iniziando un percorso. Però io devo pensare solo ad allenarmi e dare tutto. Poi quello verrà, si vedrà. A chi mi ispiro? Diciamo che ritengo Arjen Robben il migliore nel mio ruolo. Io sono Simone Edera, un esterno d’attacco che deve creare gioco, saltare l’uomo e fare assist”. Le idee sono chiare e il futuro parla granata. Il senso di riconoscenza per la società è totale: “Devo dire anche grazie a Petrachi, che ha spinto affinchè rimanessi. Anche se giocavo poco”. Ora l’Under 21, trampolino per quel Torino seconda pelle da praticamente tutta la vita.

Marco Juric

Aspirante scriba, si avvicina al calcio giocato grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.

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