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La Francia, il Portogallo, Saint-Denis: Raphaël Guerreiro e la sua finale ‘in casa’

Dalla finestra di casa Guerreiro non si vede la Torre di Belem di Lisbona, perché loro sono originari di Parigi. Ma se è per questo non si vede neanche la Torre Eiffel. Lontana, come l’arco di trionfo. Da quella finestra, infatti, si vede lo Stade de France di Saint Denis. Ed è per questo che domani per Raphaël si avverrà un sogno. Lui, nato e cresciuto – anche calcisticamente- in Francia che scenderà in campo lì da protagonista nella finale di un Europeo.

Ma attenzione, perché nonostante il suo nome debba essere assolutamente alla francese, con l’accento sulla “e”, Raphaël Guerreiro è il terzino sinistro del Portogallo. Strano il destino di questo ragazzo che quando fu chiamato dal ct dell’under 21 portoghese nel 2012 per la prima convocazione, ebbe problemi a rispondere. Non perché il suo telefono fosse spento o avesse scarso segnale: semplicemente perché lui il portoghese non lo conosceva minimamente.

A tutti noi tocca fare un discorso o intonare una canzone, così io ho cantato ‘Toi plus moi’ di Grégoire, che però è in francese e non la conosceva nessuno“, ha dichiarato lo stesso Guerreiro durante l’Europeo. Una competizione che ha già “rischiato” di vincere un’estate fa, con l’Under 21 battuta solo in finale dalla Svezia.

La scelta di non giocare con la Francia, che stava seriamente pensando di chiamarlo, per aggiungere un nuovo talento alla classe 1993 di cui fanno parte i vari Pogba, Umtiti, Digne, Kondogbia: “Non sono mai stato in Portogallo prima della convocazione con l’Under 21 – disse nel 2012, quando fu chiamato per la prima volta – ma lo riconosco come paese per il quale mi piacerebbe giocare, è importante per me“. Con il Numero 5 sulle spalle, però si è guadagnato la maglia da titolare anche con i più grandi ed è diventato il miglior terzino sinistro di Euro 2016.

Il Portogallo lo ha scelto per le origini di suo padre, ma  calcisticamente si è formato proprio in Francia, nell’Île-de-France,  esplodendo definitivamente nel Lorient, prima di essere ceduto al Borussia Dortmund proprio durante Euro 2016.

Ma Guerreiro non è il solo chi vivrà una finale con il cuore diviso: come lui anche Adrien Silva e Anthony Gomes, suoi compagni di Nazionale, sono nati e cresciuti in Francia, ma il richiamo del Portogallo è stato troppo forte. Ecco perché per loro domani niente “Marsigliese“, che li ha accompagnati fin dall’infanzia. Domani sera, si canterà “A Portuguesa“. Chissà cosa canteranno i genitori di Raphaël che saranno in tribuna. Sì perché anche loro questa volta lo Stade de France non lo vedranno solo da casa.

Edoardo Marcarini

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