Kialonda Gaspar è una montagna di muscoli di metro e novantatré. Una statua: non solo Riace, anche Lecce ora ha il suo bronzo. Dominante nei contrasti: è il primo difensore in Serie A per duelli aerei vinti (35 in sette partite) e per percentuale di tackle e duelli a terra vinti. Rispettivamente 94% e 97%. Numeri che fanno impressione. Il classe ’97 è l’ennesima Corvinata riuscita alla perfezione: il direttore giallorosso l’ha pescato in estate dall’Estrela Amadora in Portogallo. Un difensore solido, ma anche… un bravo ballerino. Ce lo racconta Sergio Vieira, suo allenatore negli ultimi due anni, proprio all’Estrela: “Kialonda è un ragazzo maturo e divertente. Alle cene di squadra era sempre quello vestito meglio e ballava benissimo”.
Vieira è stato l’uomo dietro la crescita di Gaspar: “Era arrivato dalla squadra più importante dell’Angola e aveva già lo status di titolare. Avevamo bisogno di lui per portare l’Estrela in prima divisione, ma non era ancora pronto al calcio europeo. È stato impegnativo: non aveva preparazione, né tattica né tecnica. Ma di lui mi hanno colpito il fisico incredibile e soprattutto l’intelligenza: in pochi mesi è cresciuto molto ed è diventato un riferimento nella squadra”.
La base c’era già: Vieira ha costruito il suo muro assemblando malta e mattoni. In questo caso, con lunghe sedute video e con allenamenti esigenti. “Ha una statura diversa dagli altri. Domina sul piano atletico e gioca forte: fa sentire il fisico. Ma soprattutto ha avuto l’umiltà giusta – da titolare nella sua nazionale – per ascoltare, imparare e poi guidare i compagni. In quanto angolano, sapeva già il portoghese e questo ha aiutato l’adattamento. Appena padroneggerà l’italiano diventerà un leader dentro e fuori dal campo anche per il Lecce”. Così i salentini avranno il loro… Van Dijk: “Sì, mi ricorda Virgil, con le dovute proporzioni”.
Non solo le ottime prestazioni: quel che di Gaspar rimarrà impresso a staff e compagni dell’Estrela Amadora è il carattere. “E’ una persona molto forte mentalmente e ha fame di imparare: è un ragazzo colto, legge libri e vuole essere sempre il migliore in ogni cosa che fa. È un ottimo compagno di squadra, cerca sempre di motivare i suoi compagni. E poi è simpatico, divertente. Sa come tirare su la squadra dopo le sconfitte e sa festeggiare alla grande le vittorie: veste elegante e balla molto bene”.
Con il Lecce, il centrale classe ’97 si è fatto conoscere dal grande pubblico. Ma Vieira è sicuro: non sarà il suo punto di arrivo. “L’impatto che ha avuto per me non è una sorpresa, anzi lo trovo del tutto naturale. Ha tantissima qualità ed è in un momento di grande maturità nella sua carriera: ha il potenziale per giocare ovunque in Italia, incluse le big. Le piccole squadre portoghesi sono una miniera d’oro: Beto dal Portimonense è andato prima all’Udinese e poi all’Everton, Samuel Lino dal Gil Vicente all’Atletico, Alexsandro dal Chaves al Lille. Kialonda ha tutto ciò che serve per essere il prossimo”. From Amadora… to the world.
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