Keita Balde voleva esserci: “Ero pronto!”. Nel mirino c’era la Juve, la Supercoppa. Poi l’esclusione dai convocati, le polemiche e il tweet: “Questa situazione mi crea un danno psicologico da cui non so valutare le conseguenze”. 24 ore di fuoco. E stamattina un nuovo capitolo dal caso Keita Balde: scritte contro il senegalese e il suo agente (Roberto Calenda) nel centro sportivo di Formello. Insulti pesanti: “Keita ver..”. Oppure: “Calenda delenda est”. Anche più gravi. Firmato “Irriducibili”. Messaggi chiari da parte della tifoseria, che lasciano intendere il clima che si respira intorno all’attaccante (scritte poi coperte). Difficile, complesso. Keita vuole la Juve, la Lazio e la tifoseria lo scaricano. L’accordo tra le parti è stato trovato, manca soltanto quello tra i due club. Ormai ci siamo quasi. Quella tra i biancocelesti e l’attaccante è una storia ormai conclusa. Si attende solo la fine ufficiale.
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