Al termine del Torneo “Memorial Daniel Guerini” di Roma, Luca Pellegrini, terzino della Juventus, è stato intervistato ai microfoni di Sky Sport. Oggetto della discussione intavolata con l’esterno 23enne ex Roma e Cagliari è la difficoltà dei ragazzi delle rose Primavera nel vedere presto realizzato il sogno di giocare con i grandi in prima squadra.
“Il passaggio dal calcio giovanile al professionismo non è stato semplice neanche per me, sicuramente tutti mi hanno aiutato ma, vedendo tanti altri ragazzi, si percepisce sempre di più la differenza tra settore giovanile e prima squadra“, ha esordito Pellegrini, parlando dell’argomento.
Culture diverse. All’estero chi dimostra talento nel settore giovanile riesce a ottenere spazio, anche nei club più grandi: “C’è poco tempo per sviluppare un calcio totalmente diverso rispetto a quello della Primavera. Ci sono molte più pressioni e c’è poco tempo per sbagliare: vediamo ragazzi all’estero che alla mia età hanno già 150-200 partite perché cominciano a giocar prima nel calcio che conta“.
L’esempio positivo, raccontato da Pellegrini, ricade poi su due ragazzi che sono diventati assoluti protagonisti nella stagione del Sassuolo e che adesso hanno anche trovato la maglia della Nazionale italiana con continuità: “Guardate Scamacca e Frattesi: fino a due anni fa giocavano in Serie B, nessuno può prendersela con nessuno se poi hanno poco tempo per crescere a livelli alti. Loro sono stati bravissimi”.
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