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Dal City all’Aston Villa: le avversarie della Juve in Champions

La Juventus torna in Champions League dopo un anno di assenza. I bianconeri di Thiago Motta sfideranno in casa Manchester City, Benfica, PSV Eindhoven e Stoccarda; in trasferta Lipsia, Bruges, Lille e Aston Villa

La prima fascia: Manchester City e Lipsia

L’esito del sorteggio per la prima fascia è equilibrato: da un lato forse la peggiore delle avversarie, il City di Guardiola, ma da affrontare all’Allianz; dall’altro una delle più “morbide”, il Lipsia, da sfidare in Germania. Gli inglesi hanno (ri)accolto Gundogan e il nuovo arrivo Savinho, ma hanno perso Juliàn Alvarez. La stagione dei campioni d’Inghilterra sarà segnata (tra qualche mese si saprà come) dal processo per le presunte violazioni delle norme finanziarie della Premier League.

Il Lipsia viene da una stagione non brillantissima, ma ha inserito giovani di altissimo livello, come da tradizione Red Bull: Marco Rose avrà a disposizione Vermeeren, Vandevoordt, Ouedraogo e soprattutto il grande talento Antonio Nusa, ex Bruges. La partenza più dolorosa (ma anche più remunerativa) è stata quella di Dani Olmo, passato al Barcellona. La sfida contro la Juve sarà una prima assoluta. 

La seconda fascia: Benfica e Bruges

Di nuovo il Benfica, dopo due anni: nel 2022 le due partite della Juventus contro i portoghesi furono disastrose (sei gol presi tra Stadium e Da Luz) e misero i bianconeri nelle condizioni di uscire ai gironi. C’è ancora Roger Schmidt in panchina, nonostante un’ultima stagione piuttosto complicata. Il principale acquisto è stato Pavlidis, attaccante greco dell’AZ Alkmaar, mentre sono partiti sia Joao Neves che Neres.

Nella stessa edizione dell’exploit del Benfica (la 2022-2023), l’altra sorpresa della Champions fu proprio il Bruges, eliminato proprio dai lusitani agli ottavi di finale. I belgi hanno rivinto il campionato, ma sul mercato si sono mossi soprattutto in uscita: via Igor Thiago (che segnò alla Fiorentina in Conference l’anno scorso), Nusa e Yaremchuk. In panchina ora c’è Nicky Hayen; la Juventus è attesa in uno stadio storicamente ostico per le italiane in Champions, come dimostra anche la Lazio, che ci pareggiò quattro anni fa. 

La terza fascia: PSV Eindhoven e Lille

L’anno scorso il PSV Eindhoven ha dominato il campionato olandese: è stato il riscatto di Peter Bosz, allenatore che dopo l’esperienza con l’Ajax non aveva più convinto e ha avuto bisogno di tornare in patria per tornare a esprimere il suo calcio intenso e offensivo. Quest’estate, persi Lozano e Tede, è arrivato soprattutto Tillman dal Bayern. Nell’ultima edizione uscì agli ottavi contro il Borussia Dortmund, quest’anno vuole ripetersi. Anche questa partita sarà una prima volta. 

Se il PSV Eindhoven ha conquistato con largo anticipo la Champions, il Lille ha avuto bisogno di sudarsela: prima la qualificazione diretta persa all’ultima giornata (c’era ancora Fonseca in panchina), poi questi playoff contro lo Slavia Praga. Ora in panchina c’è l’esperto Bruno Genesio, ex Rennes e Lione. Il principale movimento di mercato in quest’estate è stato una cessione: Leny Yoro, giovanissimo centrale di difesa, al Manchester United per più di 60 milioni.

La quarta fascia: Stoccarda e Aston Villa

Per quanto riguarda la quarta fascia, la Juventus “battezzerà” il ritorno in Champions di Stoccarda e Aston Villa. I tedeschi hanno venduto Guirassy, il migliore della scorsa stagione, e hanno cominciato male in Bundes, perdendo 3-1 a Friburgo. Ha mantenuto l’allenatore dell’anno scorso, Sebastian Hoeness, e ha confermato Undav; in più ha aggiunto Demirovic dall’Augsburg, sempre in attacco.

Come lo Stoccarda, anche l’Aston Villa ha trattenuto l’allenatore dell’impresa Champions, Unai Emery, estendendogli il contratto, e ha perso solo Diaby e Douglas Luiz tra i titolari. Sono arrivati Ross Barkley, Ian Maatsen e Amadou Onana: l’obiettivo è stupire ancora. 

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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