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#JuveNapoli -2, gli scontri diretti: tra vendette, scudetti e grandi campioni

Uno si chiama Diego, l’altro Michel. Uno vestiva la maglia azzurra di un Napoli, ricco di speranze. L’altro quella di una Juventus, piena di certezze. Siamo a metà degli anni ottanta: spopolano i giubbotti di jeans, i cartoni giapponesi e le prime console per i videogiochi. Sul campo quei due ‘ragazzacci’, al secolo Maradona e Platini, si danno battaglia a colpi di classe. Ognuno la sua.

Proprio Maradona il 3 Novembre del 1985 impresse nella mente degli amanti del calcio, oltre ogni bandiera, un fotogramma di estetica pura: punizione di seconda nell’area bianconera, con il pallone che scavalca la barriera e si insacca all’incrocio dei pali. Un saluto alle leggi della fisica, per buona pace di Newton e compagnia cantante. Platini, rivale in campo ma amico fuori, predisse l’accaduto annunciando l’inevitabile destino al suo portiere Tacconi: “Stefano, ti farà gol su punizione”. E che punizione.

Il passaggio del testimone avviene nel 1987, quando il Napoli conquistò il suo primo scudetto proprio ai danni della Juventus, surclassando gli avversari in entrambi gli scontri diretti. Diego, campione del mondo e d’Italia, entra in modo indelebile nella storia del Napoli e di Napoli. Michel chiude un ciclo con la Juventus, saluta l’Italia ed il calcio giocato.

Storia di una vendetta, servita fredda come i più classici di Agatha Christie. Già, perché il Napoli aveva già provato l’assalto al trono nell’anno del pallone 1975. Una lunga rincorsa sempre sulla Juventus che trovò il suo epilogo nello scontro diretto a Torino del 6 aprile. L’ex di turno, un certo Josè Altafini, infastidito dai fischi dei tifosi napoletani ancora feriti dal suo addio, entrò nella ripresa e firmò la rete che consegnò l’ennesimo scudetto ai bianconeri.

Juventus e Napoli non hanno occupato solo le prime pagine dei giornali. La condivisione di un anno in Serie B ha cementificato la forza di due società, che hanno saputo rialzarsi dalle ceneri, ricostruirsi, guadagnare una nuova identità e dignità. Pareggio e vittoria Juve, non inficiano sulla risalita di entrambi i club nella serie che meritano. Dalla serie B alla Cina il passo è lungo: la finale di Supercoppa Italiana del 2012 si gioca a Pechino e Juventus e Napoli ne sono protagoniste. Più veleni che calcio, ma la Coppa vola a Torino.

Sabato sera, allo Stadium, sarà sicuramente una resa dei conti. Che sia ‘La’ resa dei conti, non è dato sapere. Nel campionato in corso Juventus e Napoli hanno saputo, nell’ordine, rialzarsi da una partenza a rilento, vincere con le grandi e non cadere con le piccole, essere competitive su più fronti. Non sarà una partita a decidere le sorti del campionato, anche se i precedenti parlano chiaro. Diego e Michel potrebbero confermare.

Redazione

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