L’ex allenatore del Torino, Ivan Juric, ha presentato a La Stampa la sfida tra la sua Croazia e l’Italia, decisiva per la qualificazione agli ottavi di Euro 2024.
“In Croazia abbiamo il gene del talento. Siamo meno di quattro milioni, e siamo sempre i migliori, o quasi…Se messi davanti a un bivio, difficilmente falliamo. E, per noi, tra poche ore si tratta di un nuovo bivio: dobbiamo solo vincere“, ha spiegato Juric.
Sul capitano della nazionale: “Modric è il nostro punto di riferimento; se lui fatica, fatica tutta la squadra come è accaduto nelle prime due gare dell’Europeo“. Dunque Juric ha parlato della prestazione dell’Italia contro la Spagna: “Non me l’aspettavo così poco aggressiva. Non c’erano stati segnali in questo senso: contro l’Albania avevate fatto bene“.
Spazio poi anche ad alcune considerazioni sul distacco dal Torino: “Come lo sto vivendo? Bene, molto bene. Se mi guardo indetro non posso che essere sereno per tutto ciò che abbiamo fatto o costruito. Nessun senso di incompiutezza. So che qualcuno può pensarlo, ma non è così. Ho lasciato la cultura del lavoro: quando siamo arrivati c’era un mondo, dopo un altro. Me ne sono andato senza rimpianti“.
Infine sugli obiettivi raggiunti: “Tre stagioni dalla parte sinistra della classifica non erano un traguardo scontato o facile. Il Toro adesso può puntare sulla forza dei suoi giovani. Io la vedo così, ora che sono passati un po’ di giorni le riflessioni sono diventate più oggettive“.
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