Sulla carta d’identità il luogo di nascita è Imbituba, in Brasile; ma calcisticamente è nato in provincia di Verona, a San Bonifacio. Più precisamente nella Sambonifacese. Tradotto: C2.
Jorginho, 11 anni fa, lo si poteva trovare su quei campi; e prima ancora, a giocare per strada in Brasile.
Lì è dove Mauro Gibellini l’ha scoperto e dove ha subito visto le qualità che tuttora contraddistinguono il Jorginho di adesso: campione in carica della Champions League e che brilla nel centrocampo azzurro.
“A casa sua l’abbiamo visto giocare in un torneo tra amici. Poi l’abbiamo portato nella nostra scuola calcio quando aveva 13 anni.
Era il 2004 – ha raccontato Gibellini a ‘Calciomercato – L’Originale’ -. Nelle partitelle già si vedere che aveva capacità di distribuire il gioco con molta chiarezza. E’ maturato e si è milgiorato certamente, ma è sempre stato così.
Con capacità di comandare, chiarezza di idee e grande personalità. Nella nazionale italiana forse non abbiamo mai avuto un regista con queste caratteristiche”.
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