Roberto Mancini (Imago)
L’intervista dell’ex ct degli Azzurri, Roberto Mancini, a La Gazzetta dello Sport: tra passato e presente dell’Italia
“Io di nuovo in Nazionale? Si tornerebbe sempre dovi si è stati bene“. Così ha parlato Roberto Mancini, intervistato da La Gazzetta dello Sport, in merito a un possibile ritorno come ct della Nazionale.
Tema questo che è diventato centrale dopo la decisione da parte della FIGC di esonerare Luciano Spalletti come commissario tecnico degli Azzurri.
Questione che richiederà ancora del tempo: dopo l’ipotesi non decollata che portava a Claudio Ranieri, il presidente Gravina ha dichiarato di dover prendere del tempo per valutare al meglio il sostituto ideale per la Nazionale.
Di tutto questo e della sua personale esperienza in Azzurro ha parlato l’ex ct Roberto Mancini.
Roberto Mancini è tornato sulla sua esperienza in Azzurro: “Se con Gravina avessimo parlato di più nelle mie ultime settimane, avremmo evitato certe situazioni. Purtroppo però a volte si commettono errori. Il mio sbaglio? Non aver parlato con il presidente. Magari a quest’ora stavo lottando per andare al Mondiale e avrei già tentato la doppietta all’Europeo. Perché vorrei tornare? Perché fare il ct della Nazionale è la cosa più bella che ci sia. Vincere con l’Italia è diverso“.
Su un suo possibile “bis” sulla panchina, l’ex ct ha dichiarato: “Sarebbe un rischio a questo punto? Sarebbe una bella sfida. Anche un rischio, ma a volte bisogna prenderseli. Tornassi indietro non lascerei il posto, ho sbagliato scelta. Mi sento in debito? L’unico è quello che ho sempre detto, ovvero che mi piacerebbe vincere un Mondiale. Nel 2018 mi diedero del matto quando dissi che volevo vincere l’Europeo. Abbiamo avuto un percorso da record. Sono convinto che si possa andare al Mondiale, ci sono tutti i mezzi per farlo. Sembra che siamo già fuori ma ne sono abbastanza sicuro. Per la Nazionale si fa tutto. Con Gravina non credo sarebbe un problema ricomporre il rapporto, ci siamo capiti ed è la cosa più importante. Non è passato tanto da quando l’ho sentito. Anche con i calciatori parlo ancora ogni tanto“.
“È vero che il oggi il nostro calcio non è quello di trent’anni fa, così come la proporzione capovolta di italiani-stranieri. Non diamo spazio ai giovani. Pafundi? Non capisco come possa non giocare in Serie A, uno deve giocare per migliorare, deve poter sbagliare. Altri giovani? Avevo detto Fazzini e sta giocando. Mi piace Liberali e anche Lucca può migliorare. Proposte? Un paio in Italia e tre all’estero, una in Brasile. Ma ho voluto aspettare l’Italia. Inter e Juve? Nerazzurri mai sentiti, bianconeri mesi fa ma ora hanno Tudor, che ha fatto bene“, ha detto Mancini.
Che ha poi concluso: “Allegri al Milan farà bene. Il Napoli resta favorito se le altre non si rafforzano abbastanza, ma occhio alla Juve. Il mio futuro? Forse a questo punto è più facile all’estero. Deve arrivare una proposta che mi renda felice“.
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