Dieci su dieci è già un recordo. Anche se l'undicesima – vittoria – fa parecchio gola ed è dietro l'angolo. Ne parla Roberto Mancini prima di Italia-Armenia: "Non mi aspettavo dieci vittorie ma sì che mi aspettavo la qualificazione. Non volevamo subito vincere, non era quello l’obiettivo. Ma volevamo fare qualcosa per riportare la gente vicina alla Nazionale e volevamo rimettere i giocatori al servizio dell’Italia. Bravi i giocatori". L'Armenia? "Non è importante l’avversario, serve giocare con la nostra identità a prescindere dal valore dell’avversario. Una questione di mentalità". Questione di progetto. Sempre Mancini spiega: "Quando ho spiegato alla squadra il mio progetto dissi 'serve fare qualcosa di diverso, serve gestire la partita, serve recuperare palla alta' il resto lo hanno fatto questi ragazzi. La squadra mi ha sorpreso. Credevo di trovare una identità tra marzo e aprile. Invece no, hanno colto l’occasione da subito. Quando servirà diramare i 23… servirà andare in conclave". Sulla formazione: "Chiesa sara titolare, e da lui mi aspetto una grande prova".
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