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Italia: Castrovilli, Orsolini e Cistana raccontano la prima convocazione

C’è sempre una prima volta. E se come professione fai il calciatore, la prima chiamata in nazionale è sempre un’emozione unica. È il caso di Gaetano Castrovilli, Riccardo Orsolini e Andrea Cistana, convocati da Roberto Mancini con l’Italia e pronti a ripagare la sua fiducia. I tre classe ’97 hanno parlato insieme in conferenza stampa, soffermandosi sulla loro prima avventura da giocatori azzurri. Ad iniziare è il centrocampista della Fiorentina: “Questo è il sogno di ogni bambino. Non lo vedo come un punto d’arrivo, ma come un punto di partenza. Sono entusiasta, devo credere nei miei mezzi. Non penso ci sia stato un episodio che abbia fatto scattare qualcosa in me, ho solo pensato a lavorare duro. Bisogna sempre migliorarsi, e ogni giorno cerco di fare qualcosa perché ancora non mi sento completo. Europeo? Spero di arrivarci, mi piacerebbe mettere il mister in difficoltà. Bisogna dare più fiducia ai giovani, non attaccarli subito”.

Parola anche ad Orsolini, ala del Bologna: “È una grandissima opportunità per me e cercherò di dare il massimo. Sarà un banco di prova importante, io e i nuovi dobbiamo farci vedere dai compagni e dal mister. Cosa mi ha fatto scattare la molla? È qualcosa che porto avanti dallo scorso anno, e devo molto a Mihajlovic. Nelle ultime settimane non l’ho sentito, sta affrontando un percorso di cure importante. È un momento particolare e mi dispiace, perché avrei voluto sentire i suoi consigli. Quando tornerò a Bologna gli racconterò tutto. Nell’Europeo ci speriamo tutti, ma non deve essere un’ossessione. L’esclusione dall’ultimo Mondiale ha fatto riscoprire il valore di noi giovani nel nostro paese. Questa esperienza mi farà crescere ulteriormente. Ricordo bene il Mondiale 2006, anche se come giocatore amavo Bruno Conti. Quello di adesso è un gruppo straordinario”.

A chiudere ci pensa Andrea Cistana, difensore del Brescia: “Tutto ciò è emozionante, è un riconoscimento per tutto quello che ho fatto negli ultimi anni. Ho fatto tanta gavetta tra C e D, e anche l’anno scorso in B non è stato semplice. Quest’anno con il club non stanno arrivando i risultati, ma sto imparando tante cose. Ho sentito Balotelli e mi ha fatto i complimenti. Arrivare qui non è stato questione di un episodio, ma di un duro lavoro che ha portato i suoi frutti. È chiaro che vorrei andare all’Europeo, vedremo cosa accadrà. In Italia c’è poca pazienza per i giovani. Qui in Nazionale mi trovo benissimo, anche i campioni ti fanno sentire a tuo agio”.

LEGGI ANCHE: ITALIA, MANCINI: "TEST IMPORTANTI. BALOTELLI? SE VERRÀ CHIAMATO SARÀ PER MOTIVI TECNICI"

Redazione

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