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Italia, Buffon: “Vogliamo continuare a sognare. Neuer migliore di me? Sarebbe offensivo paragonarlo a un portiere di 38 anni”

Ansia, attesa, voglia di far bene e di compiere un’altra impresa contro la Germania nei quarti di finale di Euro 2016: Gianluigi Buffon è intervenuto insieme al CT Conte nella consueta conferenza stampa della vigilia. Da vero capitano infonde fiducia nei suoi compagni, a meno di 24 ore dall’ennesimo ostacolo da superare: “Fino adesso siamo stati bravi – ha detto il numero uno azzurro -, adesso vogliamo esserlo ancora di più, cercando miglioramenti per avere delle possibilità di andare avanti e continuare a sognare. Certo vedendo la Germania sappiamo tutti che sarà dura. Sarà tutto portato all’esasperazione: fatica, sudore, strapazzo fisico ed emotivo. Ma quando arrivi a metà di un percorso in competizioni come un Mondiale o un Europeo, dove nel frattempo hai già battuto Belgio, Svezia e Spagna, la convinzione è sicuramente maggiore”.

Come in ogni sfida che lo vede impegnato contro Neuer, arriva il paragone su chi sia migliore tra lui e il tedesco. E il capitano azzurro più di una volta ha ripetuto come Neuer sia superiore, ma per un motivo: “Sì, ho detto che è migliore di me, perché alla fine può essere vero. Ma non è un qualcosa che mi tocca o svilisce quello che sono. Penso di sapere bene ciò che sono stato, sono e sarò nei prossimi due anni. Sarebbe offensivo paragonarlo a un portiere di 38 anni. Per questo credo sia normale dare questo tipo di risposta, essere carino nei suoi confronti. Neuer sta dimostrando di essere un portiere stupendo sotto tutti i punti di vista”.

Da veterano l’altro paragone spesso ripetuto è la differenza tra le vigilie “vincenti” della sua ventennale esperienza azzurra. Soprattutto con quelle del 2006 e del 2012: “Sono tre differenti vigilie – conclude Buffon -. Nel 2006 fu accompagnata da maggior ansia. Era una semifinale di un mondiale, eravamo in trasferta contro i padroni di casa. In più c’era la responsabilità di dare un riscatto sociale ai nostri emigrati in Germania. Tutto questo avevo reso ancora più tesa quella gara. Nel 2012 eravamo sfavoriti e sapevamo che c’era bisogno di un qualcosa di speciale per guadagnarci la finale. Ci sono parecchie analogie tra questa vigilia e l’ultimo Europeo. Certo, il divario si è accentuato, sulla carta, avendo loro vinto un Mondiale nel frattempo”.

Redazione

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