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Varese, i sogni di Capezzi: "L'investitura di Pizarro un onore. Macia mi segue, parlo con Jovetic e..."

| News calcio | Autore: Guido Barucco

Natale a… Pescara. Non un film, non un cinepanettone, ma il Natale alternativo di Leonardo Capezzi. La Serie B sempre in campo, anche durante le feste, e così la Vigilia è tutta da vivere col suo Varese. La città che ha scelto all’ultimo giorno di mercato per i primi passi da professionista, pochi giorni per ambientarsi e poi prendersi con decisione la maglia da titolare: 15 presenze, 1 gol e 4 assist. Numeri importanti, al primo anno da professionista. Il regalo? E’ già arrivato, qualche giorno fa. Sotto l’albero, l’investitura di un campione come David Pizarro: "Capezzi è il mio erede, può diventare un grande regista”. Parole importanti, che hanno sorpreso Leonardo. “Mi hanno stupito - confessa a GianlucaDiMarzio.com - ma fa piacere ricevere questi i complimenti da lui, hanno tanto valore. L’ho ringraziato per messaggio, è uno stimolo in più per continuare”. Ma è davvero Capezzi l’erede di Pizarro? Glielo chiediamo: “Di sicuro mi farebbe piacere, poi sono scelte che spettano alla società: devono decidere loro, io intanto cerco di crescere”. Però il campo non mente, il ruolo è quello… “Beh, in un centrocampo a tre non ho un ruolo definito: ho fatto la mezz’ala ed il vertice basso, sinceramente mi piacciono entrambi. Per imparare fare il regista ci vuole tempo, fare l’interno è bello perché sei più vicino alla porta, vai più spesso al tiro…”. Varese il presente, Firenze il passato e, chissà, il futuro. Un’università calcistica la Fiorentina? “Sicuramente il settore giovanile è importantissimo, è un ambiente che ti forma, un processo che ti rende calciatore a 360°…”. Intanto due settimane fa Minelli, classe 1997, ha esordito in maglia viola in Europa League. Proprio come Leonardo un anno fa… Effetto? “L’ho seguito in diretta, è stato un impatto positivo ed un bel segnale per il settore giovanile. Ricordo quell’emozione, lascia dentro un ricordo incredibile. Al Franchi, poi, deve essere stato bellissimo…”. Sarri dice che i giocatori del vivaio danno qualcosa in più, Capezzi concorda? “Effettivamente ha ragione, lo dimostra la Roma con Totti, De Rossi, Florenzi… Lo spirito di appartenenza si fa sentire, ad Empoli poi ci sono ragazzi che giocano insieme da tanti anni”. Però anche a Firenze il vivaio sta crescendo, quest’anno la Primavera è andata in vacanza da capolista e con tanti bei segnali. Vi sentite ancora? “Sì, con molti miei ex compagni. E con mister Guidi. Quello è sicuramente un gruppo importante, rispetto all’anno scorso ha l’esperienza dei fuori quota che danno una mano. Ci sono tanti ragazzi che sono al terzo anno di Primavera, e questo conta”. Il Varese, invece, come sta? “Ha vissuto un momento di difficoltà, ma sabato è arrivata una vittoria importantissima che ci ha dato fiducia. Adesso dobbiamo giocare al massimo e raccogliere punti nelle ultime due del 2014”. Integrato? “Si vive bene, è una città tranquilla, un ottimo posto dove vivere…”. E a pescare dove vai? “E’ vero, ho questa passione. Ancora qua non sono mai andato, ma ho visto che c’è qualche torrente qui vicino, penso che a marzo-aprile farò qualche scappatella…”. Da solo? “Pesca anche Zecchin, ma ha una tecnica diversa”. Come Aquilani? Anche lui pescava in ritiro a Moena, no? “E’ vero, lui e il gruppo Ilicic-Savic-Tomovic. Passavano così le giornate libere”. Chi senti ancora di quella Fiorentina? “Ho sentito spesso Pasqual, ma quello con cui ho più rapporto è Jovetic”. Davvero? “Sì sì, è una persona straordinaria, lo sento spesso. Mi scrive, lo chiamo quando fa gol… Un amico”. E della società invece? Chi ti tiene sotto controllo? “E’ venuto qualche volta Macia a vedermi, a Brescia e mi sembra anche a Bologna…”. Tiriamo le somme: una scelta che rifarebbe? “Assolutamente, è un’esperienza che serve. Certo se uno arrivasse subito in prima squadra sarebbe importante, ma la B ti forma perché rispetto alla Primavera vivi il sabato con un’altra mentalità, i tre punti pesano…”. Facciamo anche gli auguri? “Volentieri! Alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei compagni, al Varese e in viola: vi auguro uno speciale 2015 e un buon Natale”. Non a Pescara, magari. Quello spetta a Capezzi. Col suo Varese, ultimi due sforzi di un 2014 importante. Il futuro? Pizarro lo ha incoronato erede, Firenze lo aspetta. E chissà che, il prossimo Natale, non sarà vissuto all’ombra del Duomo. foto: varese1920.it
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