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Torino-Cagliari, Mondonico: "Ventura può giocare in modi diversi, Zola bene con la Roma ma domenica..." 

| News calcio | Autore: Francesco Caruso

Ventotto le sfide totali in Serie A tra Torino e Cagliari. I granata comandano con 15 vittorie. Sei quelle del Cagliari e sette i pareggi. L'anno scorso, 30 marzo 2014, finì 2 a 1 per il Toro con reti di Cerci, El Kaddouri e Nenè. E se dovessimo continuare a snocciolare numeri, le possibilità dei rossoblù di strappare punti a Quagliarella e compagni sembrerebbero quasi nulle. Il Toro di Ventura non perde da nove giornate, ultima sconfitta il 30 novembre nel derby contro la Juventus. Da allora quattro pareggi e cinque vittorie, delle quali quattro nelle ultime quattro gare. L'ultima partita in casa? 5 a 1 sulla Sampdoria. Per non parlare di Quagliarella, cinque gol nelle ultime quattro partite, quattro reti nelle ultime due. Il nuovo corso Zola, in casa rossoblù, ha portato a risultati altalenanti in queste prime sei giornate: due vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Che tipo di gara sarà?GianlucaDiMarzio.com lo ha chiesto, in esclusiva, a Emiliano Mondonico, l'allenatore con cui i granata hanno toccato il loro vertice più alto in Europa, con la Coppa Uefa del 1992 sfumata di un soffio.
Degli anni di Torino è rimasto più rammarico per la Coppa Uefa mancata o più felicità per la vittoria della Coppa Italia? 
"L'esito è stato diverso, ma sono molto felice sia per la vittoria della Coppa Italia nel 1993 che per la finale di Coppa Uefa del 1992. Quelli passati a Torino per me sono stati indubbiamente anni importantissimi, sia a livello di risultati sia per il rapporto che si è costruito. Oltre al periodo tra il 1990 ed il 1994, mi piace sottolineare che anche nella mia seconda esperienza al Toro abbiamo raggiunto risultati importanti e ci siamo tolti delle soddisfazioni (n.d.r. promozione in Serie A nella stagione 1998-1999)".
Il Torino, ultimamente,  è in grandissima forma. Cosa pensa della stagione dei granata? 
"Devo fare i complimenti a Ventura: ha costruito un'ottima squadra, veramente difficile da affrontare per tutti. Otto-nove undicesimi tra i titolari sono gli stessi della passata stagione e non è stato facile sostituire due giocatori importanti come Immobile e Cerci. Si tratta di una realtà solida e abilissima nelle ripartenze, con giocatori come Quagliarella che stanno rendendo al massimo. Ma non solo lui, diciamo che se l'anno scorso le squadre avversarie dovevano temere soprattutto a Cerci e Immobile, ora devono stare attente a più giocatori. E questo è sicuramente un grande vantaggio per i granata".
Dove può arrivare il Torino in Europa? 
"Paradossalmente credo sia più facile giocare in Europa League che in campionato. In Europa gli stimoli si trovano da soli e le squadre ti lasciano giocare. L'Athletic Bilbao poi,  in questo periodo, è molto discontinuo a livello di risultati. Visto lo stato di forma attuale della squadra di Ventura, penso che il Toro sia nettamente favorito per il passaggio del turno".
Che idea si è fatto del Cagliari di Zola? 
"L'ho visto molto bene, ha fatto un'ottima partita domenica scorsa con la Roma. C'è stato l'importante rientro di Conti. Inoltre Zola aveva diversi indisponibili nelle partite precedenti, che piano piano sta recuperando e che daranno il loro contributo. La squadra mi sembra ben attrezzata nella lotta per la salvezza, si è anche rinforzata a gennaio con l'acquisto di buoni giocatori. Certo il numero delle pretendenti al terz'ultimo posto adesso si è ristretto, ma penso che il Cagliari possa centrare l'obbiettivo".
Come si può affrontare questo Torino? "E' una squadra camaleontica, che può giocare in più modi: cercarando il varco giusto e facendo girare rapidamente il pallone da destra a sinistra, oppure chiudersi e ripartire in contropiede. Concordo con quanto sostiene Gianfranco Zola, che bisogna provare a vincere le partite puntando sulle abilità e qualità dei giocatori che si ha a disposizione, cercando di imporre un proprio gioco. Ma rientra nella mia filosofia anche preparare le partite studiando i punti di forza degli avversari, per provare a limitarli. Ecco, il Torino si dovrebbe affrontare trovando un mix di queste due soluzioni".
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