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Storie di gol ed esultanze con corse, abbracci e baci in tribuna: Florenzi non è l’unico...

| News calcio | Autore: Simone Nobilini

Un gol segnato, una corsa verso la tribuna, la voglia di condividere la propria gioia con qualcuno di speciale. Alessandro Florenzi e nonna Aurora, da ieri sulla bocca e sul cuore di tutti. Un gesto straordinario, emozionante. Ma non è il primo nella storia...

La memoria ci riporta all’aprile del 2012, proprio a Roma. Protagonista, un altro giallorosso: Fabio Simplicio. Dopo aver segnato il gol del 2-2 a pochi minuti dalla fine di Roma-Napoli, lunga corsa verso la tribuna per abbracciare e baciare moglie e figlio. Scelta analoga anche per l’argentino Damián Rodrigo Díaz, centrocampista argentino ex Barcelona Sporting Club, squadra ecuadoreña: gol del vantaggio siglato contro il Nacional de Montevideo in Copa Libertadores, corsa verso le recinzioni e bacio alla madre presente sugli spalti.

Anche Eran Zahavi, visto anche in Italia per due stagioni a Palermo, optò per la stessa esultanza: protagonista, con una doppietta, nel 3-0 rifilato nel novembre 2010 dal suo Hapoel Tel-Aviv al Benfica, il centrocampista israeliano non esitò nello scattare verso la tribuna per baciare, stavolta, la propria fidanzata Shai. Un gesto che conquistò tutti in una serata che, forse, rapì anche l’attenzione della dirigenza palermitana, pronta ad acquisirlo qualche mese più tardi.

Come dimenticare, infine, la spericolata corsa di Davide Nicola in quel Genoa-Atalanta nell’Aprile del 2000? Primo gol in carriera, folle esultanza e bacio all’amica poliziotta… Sbagliata. “Fare gol mi manda in tilt. Se a bordo campo ci fosse stato il Papa, avrei baciato anche lui”, disse. E scambiò un’agente in servizio al Ferraris con una conoscente, capace di pronosticargli un gol il giorno stesso. Storie di gol ed esultanze con corse, abbracci e baci in tribuna, delle quali Florenzi è entrato a far parte, pur non essendo il solo. Per un gesto, tuttavia, unico nel suo genere.

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