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Spezia, esordio da sogno per Vignali: "Ora dovrò offrire la cena a tutti"

| News calcio | Autore: Francesco Caruso

Eroe del "Picco", con tanto di gol sotto la "Curva Ferrovia" e ovazione all'uscita dal campo. Chi sa quanti pizzicotti si è dovuto dare Luca Vignali prima di rendersi conto che era tutto vero. Faccia pulita, pettinatura sobria, pelle immacolata, il giovane gioiellino dello Spezia è l'antidivo per eccellenza: eppure lunedì la vera star è stata lui. Luca, quando hai capito che non era un sogno? "Sinceramente non sono riuscito a realizzare subito – racconta Vignali ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com - troppo grande l'emozione, per me che ero abituato a vedere fin da piccolo la 'Curva 'Ferrovia' come tifoso. Dopo la rete erano lì, tutti in piedi festanti, è stato fantastico, un sogno ad occhi aperti. Poi i primi abbracci dei miei compagni mi hanno fatto capire che era tutto vero, che avevo fatto gol, tra l'altro importantissimo per noi, quindi gioia doppia. La cosa che importava di più in quel momento era scuoterci e la mia rete ha dato inizio alla rimonta. Gli applausi del pubblico all'uscita dal campo sono motivo d'orgoglio. E' la mia gente e io sono uno di loro. Però, ripeto, al di là delle soddisfazioni personali, ciò che mi rende fiero è essere stato d'aiuto ai miei compagni e allo Spezia. Vedere a fine partita l'allenatore, la squadra e i tifosi esultare per la vittoria è la cosa che mi rende più felice. C'erano anche i miei genitori in tribuna, però il gol l'ho dedicato a mio fratellino che mi guardava da casa".     Una vita allo Spezia, dopo 11 anni è arrivato alla prima squadra. L'esordio in serie B, la conclusione migliore di un lungo percorso di crescita: "Io sono un grande appassionato di calcio fin da piccolo. Ho cominciato a sei anni in una squadra di Spezia, il Canaletto. Sono entrato a far parte degli 'Aquilotti' a nove anni e da lì sono arrivato fino alla prima squadra. Devo tantissimo ai miei genitori che mi hanno sempre incoraggiato e accompagnato ovunque. Non solo gli allenamenti, ma anche partite molto distanti da casa. Ore dedicate esclusivamente a me, che ci fosse la pioggia o un sole cocente. Sia mio padre che mia madre hanno fatto tanti sacrifici, non smetterò mai di ringraziarli". Fede spezzina ma simpatie milaniste: "La mia squadra del cuore è lo Spezia anzitutto, poi viene il Milan. Modelli? Il mio calciatore preferito è Claudio Marchisio. E' veramente un grande campione, uno da cui posso imparare molto visto che ha un ruolo simile al mio". Il diploma è già in tasca, poi si vedrà: "Al momento ho preso un periodo di pausa dagli studi, perché rimanendo qui a Spezia non avevo le idee chiare su quale percorso intraprendere. Il mio pensiero è quello di fare Scienze Motorie. Passo gran parte del mio tempo libero con la mia ragazza, Allegra, e con gli amici di sempre. Ci basta poco per stare bene insieme, da un film visto a casa a una passeggiata per le strade della città. Musica? Mio padre mi ha fatto ascoltare fin da piccolo gli AC\DC e mi ha fatto appassionare. Questa estate siamo andati assieme a Imola, per la tappa italiana del loro ultimo tour della carriera".   Luca è un ragazzo semplice e simpatico, maturo nonostante abbia compiuto vent'anni da pochissimi giorni.  Arriverà anche per lui il tempo delle creste e dei tatuaggi? "Io penso che il mio aspetto rimarrà sempre questo, perché rispecchia la mia personalità. Sono un ragazzo semplice, con i piedi per terra, e so che i risultati in questo sport si ottengono con il duro lavoro e con la serietà. Poi ho dei grandi compagni, che mi seguono, mi danno consigli e anche ieri mi hanno dato grande serenità al momento di scendere in campo. Tutti, dai veterani ai nuovi arrivati, in particolare Nico Pulzetti e Antonio Piccolo. Nico mi ha preso da parte e mi ha tranquillizzato, mi ha detto di fare quello che ho sempre fatto, che sarebbe andato tutto bene e mi ha augurato di vivere mille altri giorni come quello di ieri. Piccolo, invece, mi ha dato indicazioni importantissime in campo, mi è stato vicino ed è stato fondamentale per me come lo è per tutta la squadra. Negli spogliatoi, ovviamente, abbiamo esultato per tre punti importantissimi. Però i miei compagni mi hanno dedicato festeggiamenti particolari, per questo esordio speciale. Come da rito dovrò offrire a tutti la cena: sono ben contento di farlo".   Il cellulare ha squillato parecchio il giorno dopo: "Tutti i messaggi e le chiamate mi hanno fatto piacere. Però devo ammettere che l'sms che più mi ha emozionato è stato quello del mio ex allenatore nella Primavera, Fabio Gallo. Era una frase semplicissima, ma tra di noi c'è un rapporto speciale,  è stato fondamentale nella mia crescita". La voce si fa commossa, la passata stagione con Gallo è stata intensa e ricca di emozioni: "L'anno scorso abbiamo vissuto assieme un traguardo storico, i quarti di finale non erano mai stati raggiunti nella storia dello Spezia. Un grande rammarico la partita con la Roma, anche perché abbiamo fatto una stagione stupenda. Meritavamo di più, ma le delusioni fanno parte della carriera di un calciatore. Bisogna dimenticare il prima possibile e ripartire". Già, la sua carriera è appena agli inizi e ci sono ancora tante tappe: "Il sogno più grande è di poter  giocare un giorno in serie A. Sarebbe fantastico se si potesse realizzare con la maglia dello Spezia".
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