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Secondo gol consecutivo per Joao Pedro, il brasiliano che si ispira a Iniesta. Dal flop di Palermo all'esplosione a Cagliari

| News calcio | Autore: Francesco Caruso

"Il nome non lo ricordo, ma so solo che mi è costato un sacco di soldi": così Maurizio Zamparini annunciò l'acquisto di Joao Pedro dall'Atletico Mineiro, nell'agosto del 2010. Sei milioni la cifra spesa per colui che, nelle previsioni, era visto come l'erede di Javier Pastore. Un biglietto staccato per l'Italia ad appena 18 anni, il sogno di tutti i giovani sudamericani si concretizzò precocemente. Un buon inizio, esordio in Europa League contro lo Sparta Praga. In rosanero però non esplode. Schierato spesso con la formazione primavera, si contraddistinse per una tripletta nel derby cpol Catania. A fine stagione iniziò per Joao un viaggio in giro per il mondo, durato quattro anni. Portogallo, Uruguay e Brasile le mete che lo hanno portato a vestire le maglie di  Penarol, Vitoria Guimaraes e Santos. Ma è solamente nell'Estoril, stagione 2013-2014, che Joao Pedro prende convinzione dei suoi mezzi: venticinque presenze e otto reti. Prestazioni che gli valgono una nuova opportunità in Italia, con cui il giovane brasiliano ha un conto in sospeso. In realtà il legame con il bel paese, per motivi affettivi, non si era mai interrotto. L'Italia e Cagliari in particolare nel suo destino, dato che l'esordio nel nostro campionato avvenne proprio contro i sardi,  il 16 gennaio del 2011, ultima e unica presenza nel nostro campionato.  La nuova avventura in seria A riparte proprio dalla Sardegna. La società rossoblù lo mette a disposizione di  Zdenek Zeman, l'ultimo giorno di mercato, in seguito a uno scambio con Matias Cabrera. Esordio contro l'Atalanta nella seconda giornata e maglia da titolare nella terza, all'Olimpico, in occasione di Roma-Cagliari. All'ottava presenza arriva anche il goal, il primo in serie A, in occasione di Lazio-Cagliari 4-2. Le prestazioni però non convincono del tutto. Qualità tecniche e fisiche indiscutibili per il ventiduenne brasiliano, che tuttavia non riesce a inserirsi negli schemi del boemo. Il 2015  inizia con un nuovo allenatore in panchina e con tanta voglia di riscatto e finalmente scocca l'ora di Joao. "A me piace molto, ha ottime caratteristiche tecniche": leitmotiv di Gianfranco Zola in ogni conferenza stampa. Dalle parole l'allenatore passa ai fatti, dall'intuizione di spostarlo diversi metri avanti, facendolo giocare quasi da attaccante, ruolo ricoperto a inizio carriera, a un nuovo modulo che sembra quasi ritagliato su di lui. Il numero 10 rossoblù esplode, mettendo in mostra tutto il suo repertorio fatto di dribbling, corsa, inserimenti, ma anche tanto pressing. Joao gioca titolare sia con il Cesena che con l'Udinese: arrivano due gol e prestazioni convincenti, che sanno di rinascita. Iniesta, il suo modello, è ancora lontano. E pazienza se Zamparini non ne ricorda il nome. La strada intrapresa è quella giusta...
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