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Qui Virtus Francavilla, la favola continua: linea verde e nessuna paura di viaggiare

foto: Gianni Di Campi

| Storie | Autore: Luca Guerra

"Un’eccezione dimostra la falsità della regola". Chissà se lo scrittore e drammaturgo scozzese Arthur Conan Doyle sapeva dove fosse Francavilla Fontana quando dalla sua Edimburgo dava vita a questo aforisma, ben più di un secolo fa. Difficile immaginare che il padre delle avventura di Sherlock Holmes mirasse alla Puglia e alla provincia di Brindisi, ma se si parla di Virtus e calcio la sua idea di "eccezione" è quella più adatta per raccontare la favola che l'allenatore Gaetano D'Agostino e il suo gruppo stanno scrivendo. Già, perché confermare un'eccezione è ancor più complicato che farla verificare per la prima volta: un anno fa il club del presidente Antonio Magrì, da “cenerentola” del girone C di serie C, chiuse in quinta posizione, fermandosi negli spareggi promozione solo contro la corazzata Livorno. Oggi, 12 mesi dopo e con una rosa cambiata per ben 19 calciatori, la Virtus Francavilla attende la trasferta di Castellammare di Stabia, secondo turno dei playoff, dopo aver eliminato a domicilio il Monopoli nel derby del “Veneziani”. Partita autoritaria, decisa da un acuto di Partipilo, l'acquisto arrivato nel calciomercato di gennaio per sostituire il bomber Andrea Saraniti, passato a Lecce a gennaio dopo aver realizzato 9 reti in 20 partite. “Siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile” è stato il mantra spesso ribadito dall'allenatore 36enne, alla prima panchina tra i pro dopo la positiva esperienza di Anzio. Una linea concordata con la società: e con un presidente esperto di arredamenti, dove ogni componente può cambiare da un giorno all'altro, non c'è da stupirsi. Via Calabro e Trinchera, dentro D'Agostino e Fracchiolla. Risultato mantenuto e un pizzico di orgoglio: “Abbiamo cambiato anche staff tecnico dopo tre anni – ha spiegato il presidente a gianlucadimarzio.com – e non abbiamo pagato dazio, confermando la bontà del progetto e la solidità delle nostre basi”.

Ha imparato la professione da autentici maestri, D'Agostino. Capello, Marino, Spalletti e Sarri, tanto per ricordarne alcuni. “Da tutti ho cercato di prendere qualcosa, tatticamente e sotto il profilo della gestione del gruppo. Oggi mi piace tantissimo Allegri”. In campo ha girato l'Italia: partenza da Palermo, tappa a Roma, poi in viaggio da Bari a Messina verso Firenze e Udine, fino a Pescara e Siena, chiudendo tra Andria e Benevento. Esperienza messa al servizio della squadra, dove tutti gli danno del “lei”, anche i coetanei come De Toma. “Occorre capire che i calciatori più esperti hanno più bisogno di parlare che non di ascoltare rispetto a un giovane” spiegava qualche tempo fa l'allenatore a gianlucadimarzio.com. Come in una piccola famiglia, dimensione garantita dai 37mila abitanti del centro in provincia di Brindisi, che dall'estate 2016 hanno conosciuto il professionismo. E con esso le piacevoli soddisfazioni: come la vittoria sul Lecce della scorsa stagione e il successo sul Trapani di quest'annata. Merito di un gruppo solido, composto da calciatori di quantità e qualità (Prestia, Pino, Maccarone, Mastropietro sono alcuni dei nomi sui taccuini degli osservatori di categoria superiore). Cosa cancellare? Solo l'1-5 interno rimediato per mano del Cosenza nel penultimo turno di campionato. “Ci sono momenti in cui serve solo chiedere scusa” ricordò il direttore sportivo Domenico Fracchiolla, terzo componente del triangolo magico che sta tenendo ai piani alti la bottega Virtus. Che in estate aveva perso la sua punta di diamante Nzola in direzione Carpi, ma non ha accusato il colpo.

Gioca un calcio aggressivo e versatile, la Virtus Francavilla. 3-5-2 o 3-4-3 come successo a Monopoli, con picchi di qualità rappresentati da Lugo, Partipilo e Madonia, nomi che non hanno bisogno di presentazioni nella categoria. I segreti di D'Agostino in panchina? Chiavetta usb per rivedere la partita, k-way, pantaloncini e sigaretta elettronica: immancabili compagni di cammino. Da playmaker dal piede delicato a guida in panchina, con i fari degli osservatori di calciomercato che lampeggiano sul suo cammino. “Passo dopo passo diventa sempre più difficile” ammonisce lui. A partire dalla Juve Stabia, da sfidare martedì sera al Menti in gara unica: "Ce la andiamo a giocare con umiltà e con la consapevolezza che siamo una squadra che adesso deve essere temuta. Quando giochiamo da squadra difficilmente prendiamo gol. Abbiamo una squadra che sa giocare a calcio. Proveremo a vincere anche a Castellammare". Giocare in trasferta per chi è stato tutto l'anno di casa al “Fanuzzi” di Brindisi (lo stadio Giovanni Paolo II è sottoposto a interventi di restyling) non può essere un problema.

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