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Parla Immobile: "Vi racconto la mia nuova vita a Dortmund. Klopp mi ricorda Zeman. Sulle voci di mercato..."

| News calcio | Autore: Diego Errichetti

Mondo nuovo, calcio nuovo. Ma anche vita, conoscenze, lingua. La rivoluzione di Ciro Immobile: da Torino a Dortmund, passando per Siena, Pescara e Genova. L'inserimento in un calcio completamente differente da quello italiano, un Borussia Dortmund pronto a sborsare per lui circa 20 milioni di euro. In Germania, un inizio difficile, dettato da una squadra che fa fatica a trovare continuità in campionato. Altra musica, invece, in Europa, dove il nostro Ciro è stato protagonista. Un cambiamento, che Immobile ha raccontato ai colleghi di Ruhr Nachrichten, quotidiano tematico del Borussia Dortmund.

Ripercorrendo, per prima cosa, la sua avventura italiana: "Ero molto giovane quando sono andato a giocare al Siena, ero molto inesperto e lì ho giocato poco. E’ stato un periodo in cui ho sofferto, un anno di apprendimento. A Pescara giocavo con Verratti, Insigne e altri giovani: un grande gruppo che mi ha permesso di dimostrare quanto valgo. Forse la squadra di quattro anni fa è la più vicina a quella del BVB di oggi. A Pescara sono stato capocannoniere con 28 gol, finalmente sono riuscito a mettermi in mostra. Purtroppo, però, era solo la Serie B. Sapevo di dover dimostrare le mie qualità in Serie A e in Europa. Zeman? E’ conosciuto per la sua abilità con i giovani, ma sa essere anche molto duro. Lavora sull’atleticità dei ragazzi, li vuole sempre in forma. E lo trovo molto simile a Jurgen Klopp".

Tra Juventus e Torino, in estate, l'ha poi spuntata una tedesca. Cambio di vita repentino per Ciro, che così racconta della sua nuova vita: "E’ molto complicato per la lingua, soprattutto all’inizio, ma naturalmente anche ora. In squadra parlano italiano solo Papa (Sokratis, ex Genoa) e Aubameyang (ex giovanili del Milan). Ma cerco anche di capire come comunicare con gli altri ragazzi. Massimo Mariotti (traduttore) mi aiuta in quelle situazioni in cui devo dire qualcosa ma non riesco. Se sono migliorato nella comprensione? Si, certo. Adesso riesco a comprendere molto quando i giornalisti mi fanno le domande. Soprattutto se parlano lentamente...non come Klopp (ride)! Quando sono nello stadio ho bisogno di ricordare le cose imparate negli allenamenti, nella confusione cerco di capire i gesti dell’allenatore e di parlargli quando sono vicino alla panchina". Differenze, soprattutto con l'Italia: "Mia moglie sa il tedesco ancora meno di me. Io con lei vivo a Unna, poco fuori da Dortmund. Non stiamo sempre in casa, mi sento anche libero di andare a fare shopping e girare, assolutamente in pace. In Italia le cose sono diverse: la gente vuole autografi e foto a tutti i costi, non importa quale momento sia. Qui è raro che succeda che le persone siano così insistenti".

Tornando a Klopp e sulla sua somiglianza con Zeman..."Klopp è ancora più carismatico ed emotivo di Zeman - racconta Ciro - Vive il match ancora più intensamente. Posso imparare molto da lui, per far sì che questo sia stato solo l’inizio di un cambiamento importante. Il suo gesticolare? Non l’avevo mai visto fare a nessuno così (ride), ma sapevo a cosa sarei andato incontro. E mi aspetto sempre che lui mi riprenda nelle cose che sbaglio". Una volta si narrava che Klopp dicesse parolacce a Lewandowski in polacco: "A me per ora dice solo “Bravo” o “Grande”, le parolacce penso me le dica in tedesco".

Proprio sulla differenza tra Lewandowski e Immobile ci sono state molte chiacchiere: "Lui è un attaccante di classe mondiale, non sono venuto certo qui per farlo dimenticare. Sono qui per aiutare la squadra e so che il BVB ha speso un sacco di soldi per me: voglio ripagare sul campo i loro sacrifici e mostrare che valgo questa squadra. Purtroppo questo primo periodo è stato complicato. Arrivare a Natale con solo 17 punti in classifica penso sia il contrario di quello che ci saremmo aspettati. Ma in un momento di crisi come questo siamo rimasti uniti e ci stiamo facendo coraggio. E mi preme uscire velocemente dall’ultima posizione in classifica. Io sono comunque molto soddisfatto di me stesso. E ovviamente posso fare di più insieme a tutta la squadra, è chiaro".

Voci di mercato fastidiose sono già circolate in inverno, come quella che vole Immobile al Milan: "Ne ho sentito parlare, ma non è un problema che mi pongo. Non avrei fatto questo passo in estate se avessi voluto tornare in Italia. Per quanto posso restare qui? Ho ancora un contratto lungo, normale che il primo periodo sia stato difficile, anche per la lingua. Ma ne ero consapevole e posso confermare che su questo sto migliorando".

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