Questo sito contribuisce all'audience di
Menu

Seleziona una squadra

  • Serie A
  • Coppe
  • Altri

Juventus: quali sarebbero gli effetti in bilancio della cessione di Pogba? Un "tesoretto" che però...

| News calcio | Autore: Redazione

Paul Labile Pogba, in arte Pogboom. Alias, giusto il tempo di dimostrare in campo il suo valore e diventare l’oggetto dei desideri dei più prestigiosi e facoltosi club europei, disposti ad investire fino a 80/90 milioni per assicurarsene il cartellino. Pogba, 22 anni il prossimo 15 marzo, classe e talento cristallini tando da farne uno dei più forti centrocampisti in circolazione nel panorama mondiale, arriva a Torino a parametro (quasi) zero, grazie a quello che Raiola definì un regalo per l’amico Nedved. Nel 2012  firma con i bianconeri un contratto quadriennale, che verrà successivamente (24 ottobre 2014) rinnovato fino a giugno 2019 con un ingaggio lordo che si aggira sui 9 milioni, comprensivi di bonus. Dopo le parole pronunciate qualche giorno fa da Mino Raiola, “non può restare a lungo in Italia”, i media si sono subito scatenati in fanta-formazioni costruite grazie al “tesoretto” Pogba. Realtà o falso storico? Esisterebbe davvero un tesoretto da spendere in caso di cessione di Pogba alle cifre ipotizzate? Pogba ha un costo in bilancio di circa 9 milioni, composti esclusivamente dal suo ingaggio lordo. Dopo il rinnovo del suo contratto, infatti, la quota annua di ammortamento di Pogba è all’incirca di 200 mila Euro  (1,635 miloni è il costo storico al quale il francese è iscritto in bilancio). La sua partenza per 80/90 milioni di euro, dunque, porterebbe indubbi benefici in bilancio, ma solo ed esclusivamente per l’esercizio in cui verrebbe perfezionata la vendita. Nel conto economico di quell'esercizio, infatti,  si registrerebbe una mega plusvalenza data dalla differenza dell’introito della cessione ed il suo residuo in bilancio. Oltre ai ricavi, ne beneficerebbe anche il patrimonio netto, grazie all’utile che presumibilmente, si registrerebbe nel risultato finale. Inoltre il fatturato sarebbe  tale da poter sostenere eventuali incrementi del costo del personale. Ma tutto questo sarebbe valido esclusivamente per il bilancio di quell'esercizio. E dopo? Cosa accadrebbe ai conti della Juventus nel caso l’anno seguente non si raggiungessero gli stessi risultati in termini di plusvalenze e ricavi? Come farebbe a sostenere i costi degli ingaggi e ammortamenti dei vari Cavani, Falcao, Lavezzi e compagnia che molti hanno già acquistato per conto di Marotta e con i 90 milioni di Pogba? Ecco, dunque, sfatato il famigerato “tesoretto” di Pogba. Con 100 milioni non compri ad esempio cinque giocatori da 20 milioni, o due da 50 milioni, se alla base non hai una struttura di ricavi solida ed un livello di fatturato tali da poterne sostenere i relativi costi in bilancio. Sicuramente non con il solo costo liberato da Pogba. Nei bilanci delle società di calcio, le plusvalenze sono ricavi effimeri, non duraturi, come possono esserlo quelli commerciali derivanti da pubblicità, sponsorizzazioni e merchandising. Se alla base dei bilanci non c’è lo zoccolo duro di tali introiti, le mega plusvalenze, nel medio/lungo termine, provocano più squilibri che effetti positivi. Per dirla con le parole di Marotta della passata primavera: “La Juventus è una squadra compratrice, non venditrice, noi non vendiamo nessun giocatore se non è lui a chiederlo esplicitamente”. Ma non ditelo a Mino Raiola…   Benedetto Minerva - @BennyJFinance
Condividi articolo su

Potrebbe interessarti

Calciomercato

Serie A

Book GDM

Copyright 2014, 2020
Tutti i diritti sono riservati

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Milano, Decreto nr.140 del 16/04/2014
Direttore Responsabile Gianluca Di Marzio, Editore G.D.M. Comunication S.r.l. - P.IVA 08591160968