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Juventus, l'ex portiere Sluga: "Vorrei tornare, Buffon l'idolo. A Kramaric consiglio i bianconeri"

| News calcio | Autore: Guglielmo Cannavale

Non solo attaccanti o centrocampisti. Dalla scuola croata, un calcio dove stanno emergendo talenti come Kramaric e Brozovic, stanno uscendo anche dei buoni portieri. A Gianlucadimarzio.com parla Simon Sluga, portiere classe ’93, titolare nella Lokomitiva Zagabria e con esperienze in Juve e Verona. Conosce l’Italia e proprio Juve e Verona continuano a seguire i suoi progressi, oltre al Pescara, all’Atletico Madrid e all’Everton. Sluga vorrebbe tornare in Italia, ma ora pensa solo a parare e migliorare, dopo aver imparato tanto da Buffon ed essersi allenato con Kramaric, a cui consiglia la Juve. Partiamo dalla tua esperienza in Italia, due anni tra Juventus e Verona. Cosa ricordi? “Allora, ricordo due stupendi anni in Italia. Un anno alla Juve e un anno all’Hellas Verona. Ho avuto l’onore di essere parte di due grandi club, alla Juve nel primo anno di Conte e del primo scudetto dopo tanto tempo. E al Verona con il ritorno in Serie A dopo 11 anni. Nonostante non fossi uno dei protagonisti in campo in quelle partite ho vissuto ogni giorno con i ragazzi e lo staff ed ero sempre a disposizione. Sono davvero ricordi che porterò con me per sempre: allenarsi, giocare, conoscere grandissimi giocatori e soprattutto grandissime persone è un’esperienza che non capita a tutti, li ringrazio per quei due anni”. Alla Juve hai potuto imparare da Buffon, ti ha dato dei consigli? “Sì, Buffon ha avuto una parte importante nella mia vita calcistica. Vedere ogni suo movimento mi ha arricchito molto. Avevamo un bel rapporto, sicuramente una cosa che nella mia vita ha un posto speciale. Ma non bisogna dimenticare Storari e Manninger, così come il preparatore dei portieri Filippi, che mi hanno aiutato molto. E’ stato un anno speciale, peccato che sia durato così poco ma questa è la vita. Mi porto dietro solo bellissimi ricordi”. Ti piacerebbe tornare in Italia? Alcune squadre continuano a seguirti.  “Sì, mi piacerebbe. L’italiano me lo ricordo ancora. L’Italia è un paese bellissimo e il campionato è duro, soprattutto per i portieri. Mi piacciono molto i portieri che ci sono in Italia, seguo tante partite di Serie A e B. Si impara sempre da tutti. Per adesso va tutto bene, anche se si può e si deve fare sempre meglio. Vado avanti passo dopo passo e vediamo cosa mi porta il futuro. Ora siamo quarti in campionato, siamo una squadra giovane e vediamo cosa riusciamo a fare”. Secondo te Brozovic e Kramaric sono i migliori giocatori del campionato croato in questo momento? Hai giocato con loro? “Sì, li conosco. Abbiamo fatto tante esperienze nelle nazionali insieme e con Kramaric mi allenavo al Rijeka questa estate. I questo momento penso che siano i migliori, però ce ne sono anche tanti altri molto bravi e giovani. Sopratutto penso a Mitrovic del Rijeka. Sono già adesso grandissimi giocatori e anche bravissimi ragazzi”. E riuscivi a fermare Kramaric in allenamento? “Qualche volta sì (ride). Però è veramente forte. Sarà difficile per tutti i portieri”. Visto che hai giocato nella Juve, la consiglieresti a Kramaric? “Sì. Non ne abbiamo mai parlato, ma sicuramente la Juve è una delle big in cui Kramaric può giocare e diventare ancora più forte, mostrando tutte le sue qualità. In qualsiasi club vada, sono sicuro che sarà uno degli investimenti migliori. È difficile paragonarlo ad altri attaccanti, è veramente un giocatore particolare. Ha una capacità di segnare gol spettacolari e dribbling che non si vedono tutti i giorni. Posso usare solo aggettivi superlativi per lui”. Tu che tipo di portiere sei? “Penso di essere un portiere abbastanza moderno, a cui piace uscire molto sulle palle alte e giocare con la squadra. Le mie caratteristiche migliori penso che siano la velocità e il carattere. Ma non mi piace molto parlare di me, lascio che siano gli altri a farlo. Sono giovane e ho ancora tantissimo da imparare e ancora molta polenta da mangiare (ride). Quindi penso che sia solo importante lavorare tanto su su ogni dettaglio e sulla continuità delle prestazioni”. Quali sono i tuoi portieri preferiti? “Il numero uno è sicuramente Buffon. Lo era da sempre per me, quando ero bambino guardavo solamente lui. Poi dopo averlo conosciuto e aver lavorato con lui sono rimasto senza parole. Poi c’è Neuer, che sta spingendo i limiti del portiere sempre più in là, ogni partita. Mi piace anche Courtois, e De Gea”. Neuer è tra i tre finalisti del Pallone d’Oro insieme a Messi e Ronaldo. Lo merita lui? È giusto che anche un portiere possa vincerlo? “Sì, è giustissimo. Anche noi portieri facciamo parte della squadra, della grande famiglia. Non è che giochiamo un altro sport. E secondo me è giusto quello che tanti dicono, ovvero che un buon portiere è il 50% della squadra. Neuer ha fatto cosa magnifiche quest'anno, per me dovrebbe riceverlo lui. Però sarà dura con questi due che sembrano venire da un altro pianeta”.
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