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In viaggio nel campionato belga: proprietario italiano e giovani talenti, ma lo Standard Liegi è in crisi

| News calcio | Autore: Redazione

Profondo rosso: la crisi dello Standard Liegi Lo Standard di Liegi, uno dei club più titolati di Belgio. Con 10 titoli in bacheca, la formazione vallona è solita contendersi la vittoria della Pro League con le altre big, gli storici rivali dell’Anderlecht e il Club Brugge su tutti. Gli ultimi successi risalgono al biennio 2008/2009 quando lo Standard riuscì a centrare due titoli di fila trascinato da 3 ragazzini cresciuti nel proprio vivaio: Witsel, Fellaini (venduto il secondo anno) e Defour. Quest’anno per i tifosi dei “rouches” sembra tutta un'altra musica, con la loro squadra attualmente penultima in classifica… Il cambio di proprietà: dal “Pozzo” belga all’imprenditore italiano La crisi dello Standard è palese: dopo 9 giornate la squadra ha totalizzato soltanto 8 punti ed è la seconda difesa più battuta della competizione; inoltre i bianco-rossi sono già fuori dall’Europa League eliminati al turno preliminare dai modesti norvegesi del Molde. La prima possibile spiegazione a questa anomala situazione di classifica è il cambio di proprietà. Quest’estate, infatti, Roland Duchatelet ha venduto la società all’imprenditore di origini italiane Bruno Venanzi. Duchatelet pur non avendo ottenuto grandi successi sportivi nei suoi circa 4 anni a capo dello Standard è famoso in Belgio proprio per essere un fine conoscitore di calcio. In effetti, Duchatelet che è una sorta di “Pozzo” belga, controlla ben 5 club: il sorprendente Sint-Truiden in Pro League, il Charlton nella championship inglese, l’Alcorcon nella segunda division spagnola, l’Ujpest in Ungheria e il Carl Zeiss Jena in quarta divisione tedesca. Durante la sua gestione lo Standard ha saputo valorizzare giovani cresciuti nel vivaio rivendendoli poi a peso d’oro (vedi Carcela, Mpoku o Batshuayi). Venanzi co-fondatore di un gruppo industriale attivo nel settore energetico non ha invece alcuna esperienza in tal senso come dimostrano le eclatanti dichiarazioni circa un giocatore della sua squadra che avrebbe pagato il proprio tecnico per giocare titolare. Nel corso dell’estate il neo-presidente ha prima stravolto la rosa e poi cacciato l’esperto tecnico Muslin senza attendere che questi riuscisse a far integrare i nuovi arrivi. Da settembre la squadra è stata affidata al giovane allenatore di madre italiana Yannick Ferrera che avrà il duro compito di portare gli standarman almeno ai Play Off 1. Gli infortuni in particolar modo in difesa hanno ugualmente avuto un impatto molto negativo sul rendimento della squadra. In diverse partite il primo allenatore Muslin ha dovuto far fronte all’assenza di ¾ della difesa titolare. Infine il mercato poco lungimirante ha contribuito all’attuale situazione: la scelta di puntare su giocatori svincolati e prestiti invece che sui talenti del vivaio non ha pagato per ora. Il team Nonostante il deludente avvio di stagione, nella rosa dello Standard non mancano nomi appetibili per le formazioni di serie A come dimostra il recente approdo di Mpoku al Cagliari prima e al Chievo poi. Il giocatore più interessante della rosa è Alexander Scholz, difensore centrale danese classe 92 attualmente fermo ai box per un problema al piede. “Schollie” è senz’altro uno dei migliori difensori di tutta la Pro League. Il danese possiede un buon fisico e nonostante il suo gioco sia poco spettacolare risulta estremamente efficace e pulito. A centrocampo, il giocatore più rappresentativo è il francese Trebel (91) cercato in estate da Chievo e Real Sociedad. Trebel pur essendo di piccola statura è una mezz’ala di grande corsa molto abile negli inserimenti e nel tiro da fuori. A centrocampo agisce anche Julien De Sart (94) un mediano con una discreta visione di gioco che ha già disputato quasi 70 partite da professionista con la maglia bianco-rossa. Tra le poche note positive dell’avvio di stagione vale la pena citare il piccolo trequartista Kasmi (95) e l’ala Badibanga (96) che hanno mostrato buone qualità quando impiegati. Infine in attacco la società ha deciso di puntare sul centravanti guineano Yattara (93) prelevato in estate dal Lione. Nonostante sia ancora a secco di gol Yattara è sicuramente un buon investimento per il futuro. Avvio complicato, salita che si fa ripida e difficile. Ma lo Standard non perde ambizione: obiettivo minimo - con il recupero degli infortunati - resta un posto nel top-6: gli uomini di Ferrera ci proveranno.   Articolo di Jacopo Grassi. Twitter: @jgrassi87        
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