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G Factor: Ador Gjuci, l'attaccante che a 16 anni è già nella storia della Reggina

| Rubriche | Autore: Ciro Troise

Ha 16 anni e 8 mesi ma è già entrato nella storia della Reggina. Ador Gjuci è il terzo debuttante nella storia del club amaranto, dopo Camilleri e Mesto. L’attaccante albanese ha potuto assaporare questa gioia nel derby di domenica contro il Cosenza vinto per 3-0 dalla Reggina. “Non credevo di debuttare, poi, però, i gol di Insigne alimentavano le mie speranze. Quando ha segnato il terzo gol Roberto, il mister mi ha detto di entrare e ho provato una fortissima emozione”, così Ador Gjuci ha raccontato i primi attimi vissuti tra i professionisti. Tre minuti più recupero in un Granillo festoso per la vittoria in un derby molto sentito che Ador non dimenticherà mai. Ma chi è Ador Gjuci? Attaccante classe ’98, di nazionalità albanese ma nato in Italia, ad Aversa in provincia di Caserta. Gjuci, figlio di due genitori albanesi, ci resta molto poco in Campania, all’età di sei mesi è già nelle Marche, a Fabriano. Il calcio è la sua passione sin da piccolo, ciò che lo diverte più di ogni altra cosa. Ador cresce nel Sassoferrato fino all’età di quattordici anni, quando il suo talento diventa sempre più evidente e molti addetti ai lavori cercano di prendere contatti con suo padre Asprit per portare Gjuci nei club professionistici. Sono tanti i provini compiuti da Ador: la prima società a dargli un’opportunità è l’Inter, poi Juventus, Milan, Empoli e Siena. Le realtà più vicine a tesserarlo sono state, però, il Parma e l’Atalanta. Parma era la soluzione più gradita ad Asprit e ad Ador, il responsabile del settore giovanile Palmieri aveva illustrato il progetto del club gialloblù e il modo di lavorare del vivaio. Sorge, però, un intoppo: bisogna aspettare un po’ per poter garantire il convitto ad Ador che arriva da fuori regione. L’Atalanta preme, crede fortemente nel ragazzo ma Asprit non è convinto, teme di allontanarsi molto da suo figlio, preferirebbe qualche società più vicina alle Marche. Il Parma chiede di aspettare ma le qualità di Ador impongono fretta. Lo capiscono Simone Giacchetta e Maurizio Severini, direttore sportivo ed osservatore della Reggina che vanno a visionare Gjuci a Sassoferrato. Bastano pochi minuti in una partitella d’allenamento per innamorarsene, per capire che Ador Gjuci era un ragazzo di grande prospettiva, con un ottimo patrimonio tecnico e con ampi margini di miglioramento. “Non veniva da un settore giovanile professionistico ma aveva delle qualità interessanti nella tecnica, nel dribbling e nella corsa, poi mi colpì la serietà del ragazzo e della sua famiglia”, rivela Simone Giacchetta palesando grande soddisfazione per la fiducia che Cozza sta dando ad Ador, “un ragazzo che ha fatto grandi sacrifici senza mai lamentarsi”. Aldo Mancini, il padre di Roberto, prova a portarlo alla Sampdoria ma la famiglia Gjuci mantiene la parola data alla Reggina dopo aver visionato il Sant'Agata e decide di non presentarsi al provino. Inizia così l’avventura di Gjuci con la maglia amaranto, si parte dalla formazione Giovanissimi Nazionali, dove mette a segno sette gol e comincia a formarsi come attaccante duttile, capace di giocare sia da esterno nel 4-3-3 che da seconda punta nel 4-4-2 ispirandosi a Menez e Ljalic. Nella scorsa stagione, con gli Allievi Nazionali, vive la sua annata migliore: da esterno sinistro d’attacco nel tridente offensivo, mette a segno nove gol. Nella stagione in corso c’è la Berretti di Giacomo Tedesco rimanendo sempre nel mirino di Ciccio Cozza, pronto a puntare su di lui nel momento del bisogno. E quel momento c’è già stato: Gjuci recupera da un infortunio al ginocchio, l’attacco amaranto deve fare i conti con gli infortuni di Di Michele e Viola e allora le porte della prima squadra si aprono per Gjuci per gli allenamenti e le amichevoli, fino a domenica 5 Ottobre. Il grande giorno al “Granillo”, Reggina-Cosenza 3-0: c’è anche Gjuci a festeggiare nel finale la vittoria e l’esordio tra i professionisti. Staff: Ciro Troise
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