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Fut5al Love - Bellarte 'il filosofo' si presenta: "Io e il calcio a 5, la nostra storia..."

| Rubriche | Autore: Redazione

Una nuova rubrica, perché il calcio è storie, emozioni, passione. Anche se in campo non ci sono 22 giocatori, ma solo 10. Che sia una partita fra amici, o i palcoscenici internazionali, il futsal resta comunque uno degli sport più amati. Per questo nasce "Fut5al Love", una nuova rubrica per abbracciare anche questo mondo e che sarà curata proprio da un allenatore che ci racconterà storie, personaggi e segreti. Lui è Massimiliano Bellarte, attuale allenatore dell'Acqua&Sapone e candidato fra i dieci migliori manager di futsal al mondo per gli Agla Awards 2014, chiamato 'Il Filosofo' per la sua capacità di raccontare e di scrivere il calcio a 5. Da oggi lo fa per noi, e si presenta così... Quale inizio migliore se non quello di descrivere me stesso dentro la mia passione “professionale”, il Futsal, che occupa il 95% della mia vita. E nel restante 5% può sempre intervenire. Il Futsal può essere descritto con un sillogismo. E’ uno sport a base tattica. La tattica necessita di una sola componente tecnica: il passaggio. La base del Futsal è il passaggio. Ecco, l’unica cosa che sapevo fare decentemente, quando discretamente calcavo i campetti delle serie minori di uno sport cosiddetto “minore”. Per questo motivo il passaggio è la caratteristica principale che ricerco in un giocatore, la capacità di saper passare la palla come qualcosa di imprescindibile. In realtà come una parola o un silenzio, il passaggio è una forma di comunicazione. Per questa ragione mi sono fatto forza, appellandomi alla citazione che non bisogna essere stati necessariamente un cavallo per diventare un buon fantino, e sfuggito in extremis alla morte, vincendo una partita al quarantesimo minuto, negli ultimi secondi, con il portiere di movimento (o volante che fa più supereroe), ho iniziato ad allenare. Cammino piano perché ho già avuto fretta nella vita, avendo come obiettivo primario quello di riuscire a portare giocatori dove loro non potrebbero arrivare da soli. E soprattutto lasciarsi portare da loro dove ho sempre sognato di essere. Ho iniziato il mio viaggio a Ruvo di Puglia, una ridente cittadina di 25 mila anime. Agreste. Svuotata dei suoi talenti “ignoranti”, qualcuno che con tiri “ignoranti” ha scritto il proprio nome, a lettere cubitali [GIANLUCA BASILE], nella leggenda di altri sport. Ho vinto a Ruvo di Puglia. L’ho continuato a Modugno, nel Barese, dove le vicende del Galletto riecheggiavano più dello stridio delle scarpe sui parquet, ma in un’epoca in cui il Futsal prendeva sempre più forma, e diventava la risposta ipervitaminica al pensiero debole di tirare due calci ad un pallone. Ho vinto a Modugno. Ora sono a Montesilvano, dove ho l’unico desiderio che il mio viaggio si concluda con un atterraggio come quelli della Ryanair, con l’applauso finale. Sono nella massima espressione del Futsal, dove i parquet, nelle manifestazioni finali, sono neri, di quel nero che ti fa sentire importante, elegante. Ho vinto a Montesilvano. Nella sala di questa rubrica farò accomodare qualsiasi personaggio positivo di questo sport, per narrare storie o descrivere avvenimenti, mostrare quanto la tavola sia spettacolarmente imbandita e soprattutto di come sia semplicemente avvicinabile e fruibile da tutti. Si punterà a far conoscere il Futsal per mezzo della gente e delle vicende del Futsal, con l’obiettivo più alto di spingere chi legge ad adorare un campo di 40x20, dove il tempo è breve e lo spazio è piccolo, ma le emozioni sono tantissime ed intense. Io rincorro sempre la felicità, e qualche volta l’afferro, che detto così sembra facile. Ma in questo viaggio ho capito che c’è tanta fame di Futsal, ed è ora che a questa gente gli si apparecchi una tavola decente. Massimiliano Bellarte
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