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Ferrigno racconta il suo Catania: "Che fatica il maxi scambio con la Salernitana. Scarsella? L'ho preso, almeno non mi segna più contro"

| News calcio | Autore: Redazione

Un'accurata programmazione e la capacità di inserire gli uomini giusti in una realtà difficile da affrontare. Ha dovuto fare un gran lavoro, ma l'avventura di Fabrizio Ferrigno come direttore sportivo del Catania è partita nel migliore dei modi: due vittorie su due partite, nonostante una squadra assemblata in fretta e furia dopo le note vicende che hanno coinvolto il club rossoazzurro. Trattative a non finire, una vera e propria opera di ricostruzione dopo un'estate tormentata quella messa in atto dall'ex centrocampista: "Non nascondo che inizialmente ci sono state delle difficoltà - racconta Ferrigno in esclusiva ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com - Ho subito iniziato dalle cessioni, perchè senza di quelle il Catania non avrebbe avuto futuro. Avevamo un monte ingaggi di 18 milioni, una cosa impensabile per una squadra di Lega Pro. Siamo stati bravi a cedere un gran numero di giocatori in eccesso, a quel punto siamo partiti da alcune basi importanti, perchè ci siamo subito messi in testa che qui non si gioca più in Serie A o in Serie B, bisogna affrontare la Lega Pro, un campionato difficilissimo in cui ho giocato da calciatore, quindi servivano uomini, non solo giocatori". Una squadra costruita insieme a Marcello Pitino e Giuseppe Bonanno, con i quali Ferrigno forma un vero e proprio triumvirato dirigenziale: "E' stato semplice lavorare tutti insieme, c'è subito stata grande sintonia ed unità di intenti, non solo con loro due, ma anche con l'allenatore, Giuseppe Pancaro. Tutti parliamo la stessa lingua, questo ci ha permesso di fare un bel lavoro e di costruire un'ottima squadra nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione". Il Catania è ripartito con una rosa completamente stravolta rispetto a quella dell'ultima stagione. Una campagna acquisti portata avanti in maniera oculata, con tantissimi volti nuovi. Grazie ai gol e alle prestazioni di alcuni di essi il Catania è già riuscito ad ottenere due vittorie consecutive. Il direttore sportivo dei rossazzurri ha svelato alcuni retroscena delle più importanti trattative di mercato: "Appena ho accettato l'incarico ho subito buttato giù una lista di nomi. Devo dire che abbiamo avuto la bravura ed anche la fortuna di riuscire a prendere tutte le nostre prime scelte, avevamo delle alternative ma non ne abbiamo avuto bisogno. Tutti parlavano di Evacuo, ad esempio, ma noi abbiamo preso Plasmati perchè volevamo lui. La trattativa più sofferta? Sicuramente quella con Fabiani, direttore sportivo della Salernitana, con il quale ho lavorato giorno e notte per il maxi scambio che ha visto protagonisti Russotto e Calil. Questi due giocatori avevano altre richieste importanti, ma Catania è un nome importante, una piazza ambita e che ha grande blasone, quindi siamo riusciti a portarli qua. Tanti giocatori che avevano offerte anche dalla B hanno scelto di venire qui, questo è motivo d'orgoglio. Una trattativa sfumata? Può sembrare strano, ma non ce ne sono state. Forse l'unica che posso ricordare in questo senso è quella che riguarda Pedro Costa Ferreira, considerato da noi come la ciliegina sulla torta. Già a metà agosto, però, l'Entella ci disse che non lo voleva cedere, quindi lasciammo". Tra i nuovi arrivi tantissimi giocatori di categoria, una scelta precisa della società e del ds Ferrigno, in cerca di gente con tanta fame. Tra questi anche Fabio Scarsella, protagonista assoluto delle prime due giornate e autore dei tre gol che hanno permesso al Catania di ottenere i primi sei punti della stagione: "Scarsella è un ottimo giocatore, ci aspettavamo che avrebbe fatto bene. E' uno che ha sempre giocato in Lega Pro, sapevamo che a fine anno avrebbe fatto qualche gol, ma non ci aspettavamo che avrebbe segnato così tanto sin dall'inizio". E a proposito di gol, Ferrigno racconta divertito il motivo che lo ha spinto ad acquistare il centrocampista classe '89: "Ho pensato subito di prenderlo. Perchè? Quando l'ho incontrato da avversario ha sempre segnato alle mie squadre, allora mi sono detto 'uno così meglio che ce lo mettiamo dentro'. A parte l'ultimo anno in cui ha segnato dieci gol, nelle annate precedenti ne ha sempre fatti tre o quattro, ma contro di me andava a rete sempre, andata e ritorno (ride, ndr). Così, appena l'ho visto, gli ho detto 'menomale che sei venuto, almeno non rompi più le scatole!". Ed è guardando al futuro che Ferrigno si sente di segnalare alcuni giocatori che potrebbero avere una carriera importante: "Se dovessi scommettere su qualcuno dei miei giocatori? Guarda, ti faccio tre nomi, tutti ragazzi provenienti dal nostro settore giovanile. Il primo è Tino Parisi, terzino classe '95 che è già sceso in campo con la fascia da capitano al braccio. Ha buona esperienza, ha già giocato in Serie B, alla bravura in fase difensiva unisce una buona spinta, credo possa avere davvero un grande futuro. Gli altri due sono Mattia Rossetti e Andrea Di Grazia, esterni alti classe '96. Se questi tre ragazzi migliorano le loro lacune sono davvero di un'altra categoria, la società punta molto su di loro". Dopo le due vittorie in altrettante trasferte nell'ultima settimana, quelle di Matera e di Monopoli, adesso per il Catania è nuovamente tempo di pensare al campionato. Al Massimino arriva l'Ischia, squadra molto temibile secondo Fabrizio Ferrigno: "L'Ischia è proprio la squadra che in questo momento non avrei mai voluto incontrare. Loro subiscono pochi gol, preparano bene le partite adattandosi all'avversario che incontrano ed hanno un tridente offensivo nel quale si uniscono qualità, quantità e fantasia. Credo che in questo momento, insieme a noi e alla Paganese, sia la squadra più in forma del campionato. Noi dovremo affrontare questa partita con il coltello tra i denti, altrimenti faremo una gran fatica. In questo momento dobbiamo considerare l'Ischia come se fosse il Real Madrid, abbiamo bisogno di dare soddisfazioni ai nostri tifosi, sperando che possano essere il nostro dodicesimo uomo in campo in questo esordio in casa". Proprio ai tifosi rossazzurri il direttore sportivo ha voluto rivolgere un pensiero particolare: "So bene che per i tifosi quello che è successo è stato un duro colpo, per loro non è stato facile. Hanno sofferto tantissimo e noi non possiamo chiedere nulla. Però mi sento di assicurare che daremo sempre il massimo, proprio come stiamo già facendo, lavorando zitti e con tanta voglia di renderli felici. Domenica per noi una vittoria avrebbe il sapore della rinascita, non vedere più il segno meno in classifica significherebbe davvero tanto". A cura di Matteo D'Aquila
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