Questo sito contribuisce all'audience di
Menu

Seleziona una squadra

  • Serie A
  • Coppe
  • Altri

Fasan, un portiere italiano per il Celtic: "Buffon il mio idolo, ora sogno la Champions"

| News calcio | Autore: Riccardo Gatto

Ah, l'Italia. Terra di portieri. Da Zoff a Buffon, il mondo è rimasto incantato. Da sempre. Il Friuli è esperto in questo, ha tirato fuori talenti importanti. Lui, Leonardo Fasan, per tutti semplicemente Leo, è pronto a conquistare la Scozia. Una vita di sacrifici, un'ora e mezza di distanza da casa. "Non tanto, e ci fai anche l'abitudine dopo 4 anni...". Brutto da dire, vero. Ma mai così tanto reale. Ora sogna, Leo. Il Celtic è nel suo destino. Oh, yes. Quattro anni fa, a 16 anni, ha salutato l'Italia e l'Udinese, la squadra dove è cresciuto, con cui è arrivato fino agli Allievi Nazionali. E' nato a San Vito Tagliamento, ora è pronto per giocare al Celtic Park di Glasgow. Un altro italiano, dopo Massimo Donati.  Il primo contratto tra i professionisti, un'operazione conclusa grazie alla mediazione dell'agente FIFA Alberto Fontana. Quasi un segno del destino per una storia che proprio Leonardo Fasan racconta in un'intervista a GianlucaDiMarzio.com. E' arrivato il primo contratto tra i professionisti. Sarai emozionato... "Sì, esatto. Sono super eccitato, davvero. E' un'emozione che non si può spiegare. Ho lavorato tanto, mi sono sempre concentrato sul campo. Grazie ad Alberto (Fontana, ndr) sono riuscito a coronare questo sogno. Ci sentiamo tutti i giorni, e due settimane fa ho saputo della svolta della trattativa. Sono felicissimo". Vivi in Scozia da ormai 4 anni. Quante differenze ci sono con l'Italia? "E' un esperienza importante, perché sto maturando tanto calcisticamente ma anche umanamente. L'unica pecca è il clima, piove sempre, ma non fa nulla. E' normale, mancano la famiglia, gli amici con cui sono cresciuto, qui è un po' tutto diverso, ma dopo 4 anni ci fai anche l'abitudine...". E il calcio? Come si vive da quelle parti?  "E' diverso. Il calcio scozzese è molto più fisico rispetto a quello italiano, e anche meno tecnico. Pure per i portieri gli allenamenti sono diversi, sono più duri. Sono due tipi di gioco difficilmente paragonabili". Facciamo un passo indietro. Sei cresciuto nell'Udinese. Cosa ti porti dietro di quell'esperienza?  "Tanto. Perché all'Udinese sono cresciuto, e mi sono trovato bene con tutti. Dai compagni agli allenatori, passando per i dirigenti. Poi però è arrivata questa chiamata quattro anni fa, e non potevo dire di no...". Giovane, italiano. Immagino che il tuo idolo sia... "Buffon, esatto. Sono stato e sono ancora un estimatore di Buffon. Poi è ovvio, adesso guardo molte più partite, crescendo vedo portieri di tutto il mondo". Friulano, cresciuto nell'Udinese. Una storia simile a quella di Scuffet... "Sì, vero. Io sinceramente non lo conosco tanto. Mi sono allenato con lui tre-quattro volte quando eravamo entrambi molto più piccoli. E' sicuramente un bravissimo portiere, e gli auguro di fare bene ovunque vada". Dall'Udinese al Celtic. E quest'anno anche l'inserimento nella lista Champions... "Esatto. E' stata una sorpresa, non me lo aspettavo sinceramente. E ovviamente una grande emozione, sarebbe un sogno esordire in Europa". Triennale col Celtic, in pianta stabile in Prima Squadra. Obiettivi già stilati per la prossima stagione? "No, veramente ancora no. Voglio soltanto rilassarmi in queste due settimane per poi preparare bene la stagione che verrà. Ma sono pronto a dare tutto, allenamento dopo allenamento". Con la speranza, chissà, di rivederti in Italia un domani... "Sarebbe il sogno tornare a giocare in Italia. Mi manca la famiglia, gli amici, è normale. In futuro mi piacerebbe giocare in Serie A, perché no...". Staff - Riccardo Gatto (@RiccardoGatto1)
Condividi articolo su

Calciomercato

Serie A