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Dietro le quinte del calcio - La Prova Tv, ecco quando e come usarla

| Rubriche | Autore: Arnaldo Levato

Perugia-Cagliari del 18 settembre 1999: qui ebbe inizio la storia della prova tv. Ibrahim Ba, giocatore dei Grifoni, colpisce a centrocampo con una testata il terzino del Cagliari Fabio Macellari. L’arbitro Collina e i suoi assistenti non rilevano la condotta violenta e il giudice sportivo, grazie all’ausilio delle immagini televisive, squalifica il giocatore del Perugia per tre giornate. La storica decisione diede così inizio al cosiddetto “grande fratello” calcistico a disposizione della giustizia sportiva. Cosa prevede in merito il Codice di Giustizia Sportiva e in quali casi può essere utilizzata la prova televisiva? Innanzitutto i rapporti dell’arbitro, degli assistenti, del quarto ufficiale e i relativi eventuali supplementi rappresentano i documenti ufficiali che attestano e sanzionano il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare. Ma se tutto ciò non bastasse? Allora a questo punto entrano in campo, nel vero senso della parola, gli atti di indagine della Procura Federale e le riprese televisive o altri filmati quali mezzi di prova per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari. Per le gare della Lega Nazionale Professionisti Serie A e B le immagini televisive vengono utilizzate nell’ipotesi di ammonizione, espulsione o allontanamento di un soggetto diverso dall’autore dell’infrazione e nei casi di condotta violenta, gravemente antisportiva o riguardanti l’uso di espressioni blasfeme, non visti dall’arbitro, che di conseguenza non ha potuto prendere decisioni al riguardo. Specifichiamo che per condotte gravemente antisportive si intendono: 1) l’evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato; 2) l’evidente simulazione che determina l’espulsione diretta del calciatore avversario; 3) la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano; 4) l’impedire la realizzazione di una rete, colpendo volontariamente il pallone con la mano. In tutti questi casi il Procuratore Federale fa pervenire al Giudice sportivo nazionale riservata segnalazione entro le ore 16.00 del giorno feriale successivo a quello della gara. Entro lo stesso termine la società partecipante alla gara e il tesserato direttamente interessato, hanno facoltà di depositare presso l’ufficio del Giudice sportivo nazionale una richiesta per l’esame di filmati di documentata provenienza, che devono essere allegati alla richiesta stessa. La non osservanza del termine o di una delle modalità prescritte determina l’inammissibilità della segnalazione e della richiesta. Con le stesse modalità e termini la società o il tesserato possono richiedere al Giudice sportivo l’esame di filmati da loro depositati, al fine di dimostrare che il tesserato medesimo non ha in alcun modo commesso il fatto di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernente l’uso di espressione blasfema, sanzionato dall’arbitro. In questo caso le immagini televisive possono essere utilizzate come prova di condotta gravemente antisportiva commessa da altri tesserati. Le disposizioni appena elencate si possono applicare anche alle gare di Lega Pro, della Lega Nazionale Dilettanti e del Settore per l’attività giovanile e scolastica ma solo nei casi di condotta violenta o nel caso di utilizzo di espressioni blasfeme. In queste categorie la segnalazione alla Procura Federale può essere fatta anche dal commissario di campo. La prova tv può essere utilizzata nei confronti dei calciatori o tesserati non solo per quanto accade nel terreno di gioco ma anche per quanto avvenuto nell’intero impianto di gioco (spogliatoi e zone interne al recinto di gioco). Importante sottolineare inoltre che il Giudice sportivo può utilizzare la prova Tv ai soli fini disciplinari e le immagini di cui si avvale devono offrire piena garanzia tecnica e documentale. Le immagini televisive, quindi, sono utilizzate come supporto agli organi di giustizia sportiva per reprimere e punire gli episodi di violenza non visti dagli ufficiali di gara. Quindi una sorta di ben dissimulata moviola in campo. Tuttavia la moviola in campo non è consentita e molti addetti ai lavori la considerano la fine del calcio…ma in questo caso non mette fine al calcio ma punisce i “calci” e altri episodi di condotta violenta e non solo. A cura di Arnaldo Levato – @arnylev73
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