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Derby -6, l'intervista - Rocchi: "Debuttai con gol, indimenticabile..."

| News calcio | Autore: Redazione

105 reti in 293 presenze. Bastano questi numeri per capire quanto sia stato importante Tommaso Rocchi per la Lazio. Arrivato in punta dei piedi nell'estate 2004, l'attaccante a suon di gol si è conquistato fiducia e fascia di capitano. Nove anni indimenticabili nei quali si è tolto anche la soddisfazione di giocare - e ovviamente segnare - in Champions League. Ma soprattutto si è esaltato nei derby contro la Roma, visto che ai giallorossi ha rifilato 5 gol (secondo miglior marcatore della storia biancoceleste dopo Piola, ndr).

"Prevedo un bel derby - ammette Rocchi ai microfoni di Gianlucadimarzio.com - a Roma è sempre sentito, è diverso dagli altri. La Roma va forte, la Lazio fino a mercoledì anche. Hanno due grandi attacchi, Garcia vola con Salah e Gervinho. Loro due sono veloci e si sacrificano correndo come terzini, il sogno di qualsiasi allenatore. Nella Lazio vedo bene Felipe Anderson e Candreva, hanno le qualità per fare male a qualsiasi difesa. Sento ancora adesso Antonio, sono contento per la sua carriera".

Roma e Lazio si affrontano per i primi posti, ma la classifica non conta: "E' una partita sentita, ognuno dà il massimo. Tutto si azzera, quando sei sfavorito hai meno pressioni e giochi più serenamente però va anche detto che l'altra squadra è più forte". Rocchi ha giocato e segnato in tanti derby, ma due che gli sono rimasti nel cuore più degli altri ci sono: "Sicuramente il 3-1 del 6 gennnaio 2005, dove abbiamo vinto dopo 5 anni. Segnai al debutto nel derby, indimenticabile. Dico anche quello del 3-2 del 2008, sempre con un mio gol. Quando affrontavo la Roma davo sempre il massimo, avevo più energie. La stracittadina più brutta? Tutti quelle che ho perso".

Se quello tra il classe '77 e la Lazio è stato amore a prima vista, il merito è stato anche di Di Canio: "Paolo era laziale, ci parlava del derby ogni giorno. Così lo ha trasmesso agli altri, soprattutto a me". Dal 2004 l'ex Empoli ha affrontato molti giocatori della Roma, ma alcuni gli sono rimasti più impressi: "Al debutto sono partito giocando contro Totti-Cassano-Montella, un tridente pazzesco. Non ce n'era uno in particolare ma davanti erano sempre temibili. Il difensore più difficile? Ce ne sono stati tanti, ma pochi come Samuel e Chivu".

Non solo passato e presente, spazio anche al futuro: "Ora sono in Ungheria da due anni (prima Haladás, ora Tatabánya, ndr) qui sto trovando continuità. Adesso ho un problema al ginocchio ma fortunatamente è tutto risolto, a breve torno in campo. Questo credo che sia il mio ultimo anno da calciatore, anche se amo giocare a calcio. Dopo il ritiro rimarrò in questo mondo, magari come allenatore. Anche se non ci ho ancora pensato bene perché serve esperienza, un grande allenatore deve gestire bene il gruppo".

di Jacopo Simonelli 

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