Questo sito contribuisce all'audience di
Menu

Seleziona una squadra

  • Serie A
  • Coppe
  • Altri

Dall'esordio in A con la Fiorentina ai pomeriggi in casa Rui Costa: ecco Riccardo Taddei, trascinatore dell'Alessandria

| News calcio | Autore: Riccardo Gatto

Firenze, anno 1999. In panchina c'è Giovanni Trapattoni, in campo tanti campioni. Da Batistuta a Rui Costa, passando per Enrico Chiesa e Toldo in porta. Che squadra. Lui, Riccardo Taddei, era lì. Osservava, si allenava. In silenzio, aspettando il suo momento. "Poi arrivò, e che gioia entrare in campo al posto di Batistuta", ammette. La voce è un po' tremante, chissà se ci avrà ripensato anche domenica quando ha trascinato l'Alessandria alla vittoria. "Ho imparato tanto", spiega a GianlucaDiMarzio.com. Poi il pensiero si sposta al presente, e anche la voce torna sicura di sé. Dove volete arrivate dopo questa vittoria? La B è un sogno? "Il nostro obiettivo - racconta Riccardo Taddei - è quello di condurre un campionato di medio alta classifica. E' vero, abbiamo ottenuto due vittorie di fila e siamo a venti punti, ma pensiamo a fare bene gara dopo gara e quello che succederà lo vedremo più avanti". Serie A, Fiorentina, poi anche Genoa e Brescia. E' lei il valore aggiunto di questa squadra? "Non spetta a me dirlo. Sicuramente giorno dopo giorno cerco di mettere a disposizione la mia esperienza, la mia grinta, la mia voglia di fare bene anche per i giovani che si stanno affacciando in questo mondo. Spero di esserlo, questo sì". Il giorno dell'esordio in A lo ricorda? "Certo che lo ricordo... C'era Trapattoni in panchina, io avevo soltanto 19 anni. Sostituii Batistuta. Quell'esperienza mi servì tanto, tantissimo. Ero a contatto con Rui Costa, con Chiesa, con Toldo. Grandi campioni che mi hanno insegnato tanto. Mi torna in mente un episodio in particolare". Prego... "Io ero un ragazzo, quella era una grande Fiorentina. E ricordo che andavo a casa di Rui Costa. Credeva tanto in me, e così mi faceva guardare i video delle sue partite giocate da giovane. Mi diceva quello che dovevo e quello che non dovevo fare. Non ci siamo più sentiti direttamente, ma soltanto tramite amici comuni. Questi ricordi li conservo gelosamente con me". Rui Costa è diventato dirigente del Benfica. Lei ha pensato a cosa fare da grande? "Sì - spiega sorridendo - ci sto riflettendo. Arrivati ad una certa età è normale iniziare a pensare anche determinate cose. Mi piacerebbe restare nell'ambito calcistico, a parte tutto io amo questo mondo. L'ho vissuto, e lo vivo ancora da oltre vent'anni. Ora penso solo a giocare". Trascinando l'Alessandria sempre più in alto.   
Condividi articolo su

Calciomercato