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Dal sogno scozzese al Celtic alla D col Monza: ora Luca Santonocito vuole il professionismo... a suon di gol

| Storie | Autore: Matteo Moretto

Luca Santonocito è un ragazzo educato, timido. Estremamente timido. Dicono sia l’eccezione in un mondo (quello del calcio) sempre più sfacciato e senza regole. Se gli chiedete un’intervista perché ’sei tu lui il personaggio del momento', a Monza, con 7 gol in 8 partite. Peraltro da trequartista. Luca ‘sta scrivendo’ e ‘sta scrivendo’ e ‘sta scrivendo’. Un audio, no? Si vergognava. Un tipo discreto, ma non certo un fesso. In campo sa il fatto suo, soprattutto davanti alla porta: lo scorso anno ben 35 partite e 19 gol, sempre in D. Anni: 25. Ma una carriera già bella lunga, soprattutto in chilometri percorsi. Italia. Ha iniziato nelle giovanili del Como, dopo il fallimento del club è passato all’Inter dove ha trascorso due anni. E vinto. Lo scudetto giovanissimi, insieme a ragazzi niente male come Obi, Destro, Santon. Ma anche uno scudetto allievi nazionali con Balotelli. All’improvviso, ecco il sogno scozzese. Finali allievi nazionali, Gallipoli. A fine partita degli osservatori del Celtic gli sussurrano un ’ti va di fare un provino per noi?’ e francamente lui non ci ha pensato molto. E andò anche bene: partita tra prima e squadra riserve, sotto gli occhi di Gordon David Strachan, allora allenatore del club e attuale CT della Scozia. E sapete che gli disse? ‘Tu in Italia non ci torni’ e due giorni dopo firmò il contratto. Il suo primo, nel mondo professionistico, a 16 anni. Un italiano… con un altro italiano. Perché all’epoca c’era anche Massimo Donati in rosa, al Celtic. E lo aiutò moltissimo all’inizio. Soprattutto nella vita di tutti i giorni, dall’inglese alla cucina. Un'abitudine che Luca non ha perso. Nel suo tempo libero cucina, gli piace molto. Legge libri e gioca alla Playstation, ovviamente. Il momento più emozionante di quegli anni? Un’amichevole a Toronto, contro il Benfica. Contro un Di Maria ancora in rampa di lancio. E con un David Luiz che lo osservava a vista. La cornice faceva il resto: quasi 60000 persone. L’esperienza all’estero va ma non decolla, Luca non si adatterà mai fino in fondo. Rimpianti? Forse qualcuno. E quando Milano lo richiama, lui non ha dubbi. Era in scadenza e arrivava da un infortunio… caso ha voluto che per due anni consecutivi incontrasse la Primavera del Milan, tra un torneo internazionale e l’altro. I due responsabili del settore giovanile (Galli e Pederzoli) s’impuntarono e lo vollero fortemente così rossonero fu. Tre anni di contratto ma un solo anno di Primavera, poi tutti prestiti in Lega Pro tra Sudtirol, Renate e Monza. Luca Santonocito poi scende ancora: Borgomanero, Gallipoli e Caratese in D. Gol su gol. Tanti. La cosa più importante per lui. Quest’anno ancora Monza. Segna per tornare tra i professionisti. Ha questo obiettivo e vuole conquistarlo, per lui e per tutta la squadra. Per la piazza, che merita. Piede: mancino. Come attaccante ‘mi piace molto Dybala’ ma di giocatori preferiti non ne ha. Luca. Un ragazzo educato, timido. Atipico. Luca. E se mai doveste chiedergli un’intervista, non aspettatevi un ‘audio’. Lui preferisce il campo, far parlare... i gol.

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