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Dal fallimento alla Serie C nel giro di due anni: il Monza si è rialzato in fretta nel segno di Antonelli e Zaffaroni

| Interviste | Autore: Giacomo Chiuchiolo

Foto www.monza1912.it

Dal fallimento alla Serie C, nel giro di due anni. Il Monza si è rialzato in fretta, ha ricominciato da dove aveva interrotto nel 2015. Primo anno in Serie D così e così, il secondo dominato e culminato con la promozione: “Il primo anno è stato difficile a livello di risultati, la passata stagione invece in campo abbiamo fatto grandissime cose ma nell’ambiente c’era tanta pressione perché tutti si aspettavano la vittoria del campionato – Ha analizzato il direttore sportivo Filippo Antonelli ai microfoni di Gianlucadimarzio.com - Per storia e tradizione il Monza è abituato a grandi palcoscenici”. E li ha riconquistati. Merito di un gruppo giovane e affamato, guidato da mister Zaffaroni, che alla prima stagione sulla panchina biancorossa ha centrato la Serie C: “Stiamo vivendo questa nuova avventura con curiosità e impegno. E’ una grande opportunità per tutti noi e ce la stiamo mettendo tutta per onorarla a meglio e per mantenere questa importante categoria” L’inizio è stato promettente: 8 punti conquistati e bel gioco espresso: “Quando si inizia ci si spera sempre, ma per noi era tutto una novità, ci stiamo rendendo conto solo ora di che tipo di campionato è quello di C”.

Le parole d’ordine in casa Monza sono novità ed entusiasmo. Una la conseguenza dell’altra. Un mondo nuovo, tutto da scoprire per i tanti ragazzi che si stanno affacciando per la prima volta alla categoria: “La nostra soddisfazione più grande è quella di aver portato in C tantissimi ragazzi protagonisti della risalita dello scorso anno. Puntiamo su gente che veda Monza come un punto d’arrivo e non di partenza”. Il direttore sportivo Antonelli ha le idee chiare, sa quale deve essere l’obiettivo di squadra per questa stagione: “Siamo partiti bene ma è veramente troppo presto per dare un giudizio, questa è solo una piccolissima parte di quello che ci aspetterà fino alla fine del campionato. Dobbiamo vivere alla giornata, senza perdere lo spirito di sacrificio e l’umiltà che ci contraddistinguono”. Qualità fondamentali, le stesse che infonde Antonelli nel suo lavoro: “Mi piace moltissimo questo ruolo, dopo una breve parentesi al Pro Patria appena si è presentata la possibilità di Monza non ho perso l’occasione, anche perché sono passato qui anche da giocatore, seppur per una breve parentesi, e conservo un bel ricordo”. Due anni da ds e già una promozione, è partito bene Antonelli, che ha già qualche aneddoto curioso da raccontare sul suo nuovo ruolo: “C’è un ragazzo, Andrea D’Errico, che è con me ormai da qualche anno. E’ un giocatore di grandissimo talento, ma a volte discontinuo e in grado di fare innervosire. Per questo appena arrivato mister Zaffaroni non lo prendeva molto in considerazione, poi dopo una serie di coincidenza è diventato lui l’attaccante titolare: inutile dire che è stato uno degli artefici principali della promozione. E quest’anno la prima cosa che mi ha chiesto il mister è stata ‘hai fatto il contratto a D’Errico?’”.

Questione di intuizioni, come quella che ha portato al Monza Cori, l’acquisto a cui è più legato Antonelli: “Mi sono mosso con grande anticipo e sono andato personalmente a trattare dal presidente del Sant’Arcangelo, che è rimasto molto sorpreso della mia visita. La trattativa che più di tutte mi ha lasciato l’amaro in bocca? Quella per Colombi, per cui avevamo un accordo verbale, ma il giocatore ha poi deciso di accordarsi con il Piacenza”. Poco male, perché alla fine il Monza è stato ugualmente protagonista di un campionato esaltante, guidato Marco Zaffaroni: “Rispetto allo scorso anno la squadra è cambiato poco, abbiamo portato molti ragazzi che erano con noi in D e ne abbiamo aggiunti altri proveniente sempre da quel campionato – Ha affermato Zaffaroni ai microfoni di Gianlucadimarzio.com - Approccio? Ancora oggi c’è tensione positiva, c’è quell’adrenalina che ti fa giocare bene le partite e che dobbiamo continuare ad vere per il resto della stagione”.

Questa la ricetta dell’avvio positivo del Monza. Merito anche del feeling tra l’allenatore e il direttore sportivo Antonelli. Destino incrociato il loro: prima compagni di squadra, ora di nuovo insieme al Monza, dove entrambi hanno avuto un passato da calciatori: “Condividiamo tutto, ci troviamo bene e questo è stato facilitato anche dal fatto che ci siamo conosciuti in passato come compagni di squadra. Il Monza? Sono molto affezionato a questa squadra, anche perché nei 4 anni in cui ci ho giocato abbiamo fatto grandi cose come conquistare due finali playoff. Per questo quando sono arrivato come allenatore sono stato accolto molto bene, i risultati positivi poi non hanno fatto altro che migliorare le cose”. Un avvio positivo che non deve però distogliere dall’obiettivo primario: “Dobbiamo volare bassi, ma non perché voglia spegnere l’entusiasmo, ma perché so che questo mondo dopo una vittoria può darti molta visibilità ma allo stesso tempo può togliertela con la stessa facilità”. Per questo ripete spesso una frase alla squadra per caricarla: “Gli dico che le cose si apprezzano soprattutto quando non si hanno, per questo ora che abbiamo l’opportunità di giocarci questa grande possibilità dobbiamo fare il massimo per continuare a poterla vivere”. E quando gli chiedono qual è la cosa che lo rende più orgoglioso da quando ha iniziato a fare l’allenatore risponde così: “Essere riuscito a portare in Serie C dei ragazzi che sono con me da tanto tempo. Ragazzi che molti credevano fossero adatti solo alla Serie D. ma che col tempo hanno dimostrato di poter prima conquistare la serie C e dopo di poterla giocare tranquillamente”. Ci crede Zaffaroni, vuole ripetere quanto di buono fatto lo scorso anno e l’avvio non può far altro che ben sperare.

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