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Chievo, Bizzarri: "A Verona ambiente unico. Real? Casillas è esploso grazie ai miei errori. E su Bardi..."

| News calcio | Autore: Redazione

"La salvezza del Chievo vale la Champions perché qui è indispensabile". Idee chiare e tanta determinazione nelle parole di Albano Bizzarri. Il portiere del Chievo, un po' a sorpresa, risulta essere uno dei migliori della Serie A per rendimento. In pochi però, sono a conoscenza del suo passato nelle trafile del Real Madrid. "Al Real sono arrivato giovane: 12 partite, 4 in Champions contro Porto, Olympiacos, Molde e Dinamo Kiev, due errori grossi. Non era il posto per me, infatti ho chiesto di andare via - ha confessato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport -  Grazie ai miei errori, ha iniziato a giocare Casillas. Aveva l’appoggio di tutti e io meno. Però Iker era più forte e ha avuto una carriera molto migliore della mia". Poi, ecco l'arrivo in Italia, con l'esperienza a Roma: "Alla Lazio, Reja mi disse che dovevo fare il terzo portiere per non disturbare il primo, Muslera. Allora ero poco sponsorizzato, ma per me la concorrenza è fondamentale. Invece così mi allenavo sapendo che non sarei stato valutato".
 Il titolare a inizio stagione era Bardi, portiere al quale Bizzarri ha soffiato il posto: "Francesco è un ottimo portiere, spero sia titolare all’Europeo Under 21. Purtroppo gioca un solo portiere e per continuità questa è la mia stagione migliore". Garra argentina, ma chiare origini italiane: "Vengo da Etruria, un paese in Argentina fondato dal mio bisnonno e altri uomini. Il capo era italiano, come i miei bisnonni: uno piemontese, uno di Ascoli. Papà era camionista e anche io ho fatto sacrifici. Come dice Mauricio Pellegrino: 'Per un calciatore che va in Ferrari, mille vanno in bus'. Io al Racing abitavo allo stadio, sotto alla tribuna. Diverse camere multiple, una mezza tv per tutti, una chiamata ai genitori alla settimana. Per tornare a casa, 8 ore di bus o autostop. Dopo 30 partite da titolare in Primera, ho comprato una Golf. Prima mi facevo trovare in autostrada e allo stadio mi portava Sergio Zanetti, il fratello di Javier. Quando pioveva, la gente mi urlava di tutto". I tempi duri sono lontani. Il presente adesso dice Verona, dove Bizzarri sembra essersi ambientato subito bene: "Qui l’ambiente è unico: se perdi due partite, tutti ti dicono 'stai tranquillo, adesso risaliamo'. In Argentina, se perdi due partite, l’insulto più piccolo coinvolge tua mamma e tua nonna".
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