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Causio: "Segnalai Del Piero alla Juve, il Milan ce lo stava soffiando. Cruijff? Agnelli voleva portarlo a Torino"

| News calcio | Autore: Redazione

Ala tecnica, dotata di un ottimo dribbling e di grande spirito di sacrificio, Franco Causio è stato, insieme a Bruno Conti e Angelo Domenghini uno dei migliori interpreti del ruolo di "tornante". Grandi tifoso della Juve, ma con una piccola parentesi milanista, Causio si è raccontato nel corso di un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: "Sì, ero milanista col mito di Gianni Rivera e di Dino Sani. “Colpa” di mio padre Oronzo, che da Lecce una domenica mi portò a vedere un Bari-Milan. Al Mondiale del ’74, contro l’Argentina, sostituii proprio Rivera: l’ultima apparizione di Gianni in Nazionale, io che do il cambio all’idolo d’infanzia, la vita sa essere particolare. Da tempo, però, il mio cuore è bianconero. Alla Juve devo tutto e non sputerò mai nel piatto in cui ho mangiato". Altro incrocio. Carriera al Torino mancata di un soffio: "A metà degli anni Sessanta vado in prova al Toro. Gioco delle amichevoli nella squadra riserve, alloggio nel convitto di corso Vittorio. Vengo bocciato. 'Bravo, ma gracile', dicono. E sapete chi comunica la stroncatura? Enzo Bearzot, all’epoca vice di Nereo Rocco allenatore del Torino. Per anni a Enzo ho rinfacciato scherzosamente la cosa: 'Lei non mi ha voluto al Toro!'. Lui rideva: 'Io ti avrei preso, è stato Rocco a scartarti, il Paròn diceva che non avevi il fisico'. Meglio così, mi acquistò la Juve dopo un provino a Forlì, organizzato da un 'certo' Luciano Moggi". Su Agnelli: "L’Avvocato mi voleva bene. Quando Boniperti mi impose di tagliare i capelli, per ripicca mi feci crescere i baffi, e l’Avvocato gli disse: 'Boniperti, lasci stare Causio, che è forte'. Veniva nel ritiro di Villar Perosa. Mangiava con noi giocatori, di solito chiedeva due uova con scaglie di tartufo. Era Agnelli, ma non lo faceva pesare. Una sera mi invitò a casa sua con Haller e Altafini per vedere il film di Ciotti su Cruijff. L’Avvocato impazziva per l’olandese, se le frontiere non fossero state chiuse l’avrebbe portato a Torino. Agnelli telefonava all’alba: 'Dormiva?'. E io: 'Avvocato, prima sì, ora no'. Si parlava, voleva sapere tutto". Causio ha qualcosa da rimproverare a Bearzot: "Nel Mondiale del '78 il Vecio commise l’unico errore 'tecnico' nei miei confronti, mi sostituì all’intervallo di Italia-Olanda. Vincevamo 1-0, Bearzot era convinto di farcela e voleva risparmiarmi per la finale. Non osai dirgli nulla, perdemmo 2-1 e ciao. Pazienza, la perfezione non esiste. Quattro anni più tardi, prima di Spagna ’82, ero all’Udinese, avevo 33 anni. Il c.t. venne a parlarmi: 'Franco, il titolare è Bruno Conti. Tu tieniti pronto, se Bruno non ingranerà il posto sarà di nuovo tuo. In ogni caso sarai fondamentale per lo spogliatoio'. Bruno ingranò. Io giocai il secondo tempo col Perù e nella finale coi tedeschi, a pochi attimi dalla fine, il Bea mi fece entrare per Altobelli. Fu il suo modo di dirmi grazie. Resterò per sempre uno dei ragazzi di Bearzot". Un aneddoto su Pertini: "Quando ero già nell'Udinese, negli anni dopo il mondiale, il presidente venne in visita in Friuli e mi fece prelevare dai carabinieri durante un allenamento. Mi venne incontro: 'Franco carissimo, come potevo dimenticarmi di te. Oggi niente allenamento, stai con me tutto il giorno'. Insieme e in giro dalla mattina alla sera, fantastico e indimenticabile. Pertini sarà per sempre il mio presidente". I campioni più forti di sempre: "Dovrei scegliere Pelé, ma Diego è stato unico. Dico Maradona. Dietro Diego e Pelé, Cruijff, Platini e Zico sullo stesso piano. Oggi? Messi è l’unico in cui ritrovo certi colpi di Maradona, ma Diego resta inarrivabile". Gli italiani più bravi: "Negli ultimi vent’anni Baggio, Del Piero e Totti. Del Piero andavo a vederlo nel Padova da osservatore della Juve e facevo relazioni entusiastiche. Un giorno mi telefonano dalla sede: 'Franco, il Milan vuole soffiarci questo giovane. Che cosa facciamo?'. E io: 'Prendiamolo subito'.
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